Salta al contenuto principale

Di carne

Di carne
Carlo e Serena, un rituale di corteggiamento freddo e calcolato che inizia con uno sguardo che annuncia senza coinvolgere: portate di cibo, caraffe di vino, birra, sigarette e alcolici per condire un incontro segreto e indecente... Un uomo vecchio e molto ricco, una donna giovane bella e disinibita, un’opera d’arte commissionata ad un eccitante scultore, una passione consumata in un attimo... Una moglie che racconta la cena luculliana durante la quale il marito nutre l’amante in un preludio di passione... Una ragazza che crea il suo primo incontro d’amore con un amico di famiglia e una sua coetanea che vive un rapporto omosessuale nel bagno di una discoteca... E poi ancora una coppia che aspetta il sabato mattina per espletare ogni impegno, dalle faccende di casa al sesso da finire in fretta... Una moglie che ha scelto di vivere all’ombra del marito ma che reagisce alla sofferenza e all’aridità della sua vita punendolo con il tradimento più bieco e banale come pure il fascino animale di due giovani da amare insieme, in un trasgressivo pomeriggio di pioggia prima di vestire i panni della signore 'bene per la serata in società...
Tante fotografie per altrettanti incontri nei quali i personaggi vengono caratterizzati in modo preciso anche se non dettagliato. Questa breve raccolta di storie erotiche scorre come un susseguirsi di immagini dai contorni sfumati, con la messa a fuoco su alcune frasi che, come lampi nella fitta cortina di nebbia che Cinzia Zungolo è bravissima a creare, chiariscono l’attesa creata con poesia. In ogni scena infatti, la morbidezza delle descrizioni si staglia all’improvviso in termini espliciti che completano la narrazione ma concludono anche ciò che prima era solo intuibile. Il lessico inebriante porta il lettore in questi luoghi dove un fumo denso offusca la razionalità dei personaggi lasciando quindi la parola alla carne pura, al sentire, alla pelle e ai sensi. L’autrice, oltre ad aver pubblicato romanzi di successo come Sotto questa cenere (Dario Flaccovio – 2005) e Il materasso dell’acciuga (Rizzoli – 2007), scrive poesie ed è diplomata in pianoforte; a questo forse dobbiamo la ricercatezza linguistica, il ritmo musicale e l’importanza del suono delle parole che contraddistinguono questi racconti.