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Di carne e di nulla

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Un prode cavaliere cerca di salvare una dama e, per farlo, dovrà superare una serie di prove. Una storia d’amore che affonda le radici nella letteratura medievale. Oggi, però, le cose sono un po’ cambiate; i cavalieri moderni, per conquistare la propria dama, per poi “scopazzarsela”, devono superare un grande spettro, un vero e proprio armageddon sessuale: l’AIDS. Così, l’amore e il sesso, nella società contemporanea, sono cambiati totalmente… Il divertimento, raggiunto o da raggiungere, nell’essere uno scrittore di narrativa… Il nuovo conflitto tra i corsi universitari di scrittura creativa e letteratura ordinaria: la nascita di una nuova generazione di scrittori in America: i “Vistosamente giovani”… Il sacrificio, l’“idea americana” e le vittime dell’11 settembre… Recensioni sparse e osservazioni: Terminator 2, Prigionieri del paradiso di William H. Gass, Passi di Jerzy Kosiński Angeli di Denis Johnson, Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, Wittgenstein’s Mistress di David Markson, Borges: A Life di Edwin Williamson… La riflessione metalinguistica su ventiquattro parole: Utilize, Mucous, If, Toward, Feckless

Benvenuti nel mondo di David Foster Wallace. I lettori dell’autore statunitense, morto suicida il 12 settembre del 2008, conoscono certamente le sue opere di narrativa: tra tutte, La scopa del sistema e, soprattutto, le mille pagine di Infinite Jest, opera citata dalla rivista “Time” come uno dei migliori cento romanzi in lingua inglese pubblicati tra il 1923 e il 2005. Nulla di tutto ciò in Di carne e di nulla, raccolta postuma di saggi, riflessioni, recensioni e ossessioni che ci restituisce una visione diversa del Foster Wallace narratore, il quale si lascia ammaliare da una scrittura “libera”, paradossalmente, data la sua ossessione per la forma, poco controllata, nel suo spaziare, quasi a trecentosessanta gradi, su temi diversi, su riflessioni sparse che abbracciano la letteratura, la società, il costume. Una lettura non semplice, dato l’arco temporale dei saggi, scritti, per la maggior parte, negli anni Novanta del secolo scorso, quindi estremamente legati a un hic et nunc che ci appare lontano, sia a livello spaziale che temporale. Perché leggere Di carne e di nulla, allora? Sicuramente per guardare Foster Wallace da un’altra angolazione; per andare oltre la figura del grande narratore che era; per gustarsi le interviste che chiudono questo volume, e ci avvicinano a uno scrittore, a un uomo, scomparso troppo presto.