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Dieci giorni

Dieci giorni
Luciano lavora in una profumeria di via del Corso. Ha quarant’anni, è omosessuale, lo chiamano Lulù e nel fine settimana fa il truccatore a Cinecittà: è molto apprezzato e ricercato da attrici e veline perché è un professionista abile e divertente. Silvia fa la grafica pubblicitaria, ha spalle larghe, capelli corti, mani piccole e gambe storte da calciatore, è omosessuale anche lei. Indossa magliette con le maniche tagliate, ha l’indice ingiallito dal fumo, è una donna silenziosa. Si sono conosciuti ai tempi dell’università, si sono piaciuti subito e da allora sono inseparabili. Lulù è nato a Scafa, un paesino ai piedi della Maiella, Silvia è nata a Bari. Roma per entrambi è stata una salvezza. Una vacanza in Messico li vede insieme, loro due da soli, come sempre. Poi c’è Sergio, che non è riuscito mai a guardare suo padre negli occhi e Antonietta, sfiorita troppo presto. C’è Miss J, che umilia i suoi servi coperta da strisce di latex, e Rimini con le sue contraddizioni…
Mondi diversi eppure complementari, anime distanti nel luogo e nel tempo unite dall’evidenza di una diversità che a volte è ricchezza ma più spesso è solo (una) discriminante. Ad emergere da queste pagine crude scritte con forza, ad essere protagonisti sono i corpi: la carne è al centro della riflessione di Maura Chiulli. Corpi che amano e che uccidono, esibiti o nascosti, perfetti o sbagliati. C’è la violenza che allontana qualunque forma di comprensione, maschera spesso della paura e c’è l’amore, presenza assente in ogni storia, un amore che fa fatica ad essere accolto, sognato, guardato e a volte neppure riconosciuto. Un libro intenso, questo della scrittrice e performer da sempre impegnata nella lotta per il rispetto dei diritti LGBT, che anche in questo romanzo non manca di esprimere il suo netto punto di vista, senza sconti e con una immediatezza che a tratti è persino brutale.