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Dio - La scienza, le prove

Dio - La scienza, le prove

Cosa succede quando la fisica straripa e invade la metafisica? Che questi ultimi cento anni nella storia dell’uomo siano stati i più ricchi di scoperte scientifiche e di teorie che apriranno ulteriori prospettive è certo. Paradossalmente, è proprio in questa era tecnologica e - per qualcuno - post-umana che ritorna urgente la questione dell’esistenza di un dio creatore. Ci sono precisi ambiti che sembrano propizi alla domanda: esiste un dio? E coincidono con le scoperte più sensazionali. Il primo territorio fertile riguarda il concetto di morte termica dell’Universo, che implica che il cosmo abbia avuto un inizio, il Big Bang per intenderci. Ma ogni inizio presuppone un creatore? Senza indugiare sulla risposta - che del resto è ancor aperta - tuffiamoci nella seconda questione. Qui troviamo Einstein e la sua celebre teoria della Relatività. “Sostiene che il tempo, lo spazio e la materia sono strettamente legati e che nessuno di questi tre elementi può esistere senza gli altri due. Questo implica che se esiste una causa all’origine del nostro Universo, è necessariamente non temporale, non spaziale e non materiale”. Non sono che due dei tanti traguardi scientifici recenti e tutti sembrano in conflitto con la fede. Conflitto che era, anche involontariamente, nato con Copernico (è la Terra che gira intorno al Sole, e non il contrario!), Newton, Darwin naturalmente, e infine con Freud. Un lungo itinerario che ha spinto il materialismo a diffondersi inesorabilmente. E adesso? Siamo forse giunti al tramonto della “tendenza materialista”? Occorre rivedere le definizioni di prova, di ragionamento, di logica, e rivedere le tesi di chi nega l’azione di un creatore e di un suo disegno dell’Universo che regola tutta la realtà, vita umana compresa…

La prima parte di questo libro (poderoso, circa 600 pagine) si conclude con la promessa di smentire razionalmente alcune implicazioni delle conquiste scientifiche prima illustrate. Affermazioni come: non possono esistere i miracoli od ogni mistero dell’Universo si può spiegare con un ragionamento materialista, privo cioè della dimensione spirituale, metafisica, divina. Insomma, i due autori ripropongono un tema complesso, controverso, quasi anacronistico, convinti che invece sia proprio l’era attuale quella più adatta per concepire l’idea che esista un dio creatore. Coloro che scrivono non sono filosofi né cosmologi. Michel-Yves Bolloré, ingegnere informatico e docente universitario, dirige un noto gruppo industriale francese. Olivier Bonnassies, formatosi all’École Polytechnique (ma anche in teologia) è un imprenditore. Per questa indagine, durata tre anni, sulle prove scientifiche dell’esistenza di Dio si sono avvalsi di ricercatori e scienziati viventi e non. Tra i primi figurano anche il Nobel per la Fisica Robert Wilson, che ha scoperto la radiazione cosmica di fondo, e Antonio Zichichi, che non ha bisogno di presentazioni per il pubblico italiano; entrambi firmano le prefazioni. I numi tutelari ormai scomparsi sono presenti nel saggio con un ampio corredo di citazioni e ragionamenti a sostegno delle tesi degli autori. Il risultato è un successo editoriale, con già 300mila copie vendute in Europa, dieci traduzioni estere, e un prossimo sbarco in America, tutto accaduto in soli tre mesi. Colpisce l’intento - autentico - degli autori, quando dichiarano: “Questo libro è per tutti coloro che si chiedono se Dio esiste oppure no”. Per chi sta cercando le prove, per chi dubita delle tesi materialista, per chi vuole indagare su Gesù, sui miracoli e, al contempo, sui quark e sul Dna, non una risposta preconfezionata, ma un valido e stimolante strumento di studio. Utile anche per quanti potrebbero trovare arbitrari le ragioni e gli indizi esposti da Bolloré e Bonnassies.

LEGGI L’INTERVISTA A MICHEL-YVES BOLLORÉ E OLIVIER BONNASSIES