Quindici capitoli più due (l’introduttivo e il conclusivo), tutti dedicati agli adolescenti, per riflettere, ideare, comunicare. E anche giocare. Come in ogni gioco che si rispetti, si parte dalla costruzione dei personaggi in campo, a iniziare dal proprio. Il libro prosegue poi rivolgendo l’attenzione alla comunicazione, all’ascolto e alla capacità di mettersi nei panni degli altri. Questo avviene attraverso diverse storie “vere”. Come quella di Sonia e di Stephan, che le mette cuori su Tik Tok. Segue la vicenda di Luca e del suo allenatore di basket, rude e pungente, che un giorno, per rimproverare il ragazzo di un errore penalizzante per la squadra, gli soffia a due centimetri dal viso: “Non fare la femmina!”. E che dire dei fraintendimenti nella comunicazione tra Giulia, docile ragazzina di sedici anni, e Mario, il cinquantenne compagno di sua madre? La vicenda di Amil e della sua nonna settantasettenne ha per oggetto gli sprechi alimentari e l’inquinamento del nostro pianeta. È difficile intendersi a voce senza battibecchi e allora il ragazzino ricorre alla comunicazione scritta, a una tradizionale lettera cartacea. Le diciassettenni Marta e Aurora partecipano a un dibattito sulla possibilità di indossare o meno la minigonna in classe, ma presto il dibattito si sposta su elementi che attaccano l’avversaria, le sue abitudini e il suo aspetto fisico, deviando dal tema della discussione. Come fare a ricondurlo sui giusti binari?

Il libro esordisce dalla semplice, ma spesso dimenticata, constatazione che “siamo ciò che comunichiamo”. Frasi, parole, concetti che usiamo parlando con gli altri ci rappresentano e ci definiscono, almeno per la parte che appare all’infuori di noi, quella percepita dagli interlocutori. La nostra comunicazione e la relativa percezione da parte di chi ci ascolta possono costruire ponti o innalzare invalicabili barriere. Questo libro si propone di aiutare gli adolescenti a comunicare tra loro e con gli adulti in modo corretto e soprattutto efficace. A questo fine propone giochi e test adatti a far scoprire a ragazze e ragazzi i propri pregi e le proprie difficoltà. Il punto di partenza è sempre la capacità di mettersi in ascolto dell’altro, di comprenderne il modo di vedere e di pensare, prima di reagire alle sue parole e ai suoi comportamenti, così che, al momento in cui si reagirà, si possano usare parole chiare ed efficaci, per comprendersi e per dialogare davvero. Le storie proposte nei diversi capitoli partono da situazioni reali e diffuse: litigi, silenzi, diffidenze e pregiudizi, amicizie, inimicizie e consuetudini. A chi lo dici? è inserito in una collana dedicata agli adolescenti ai quali intende offrire un percorso concreto e realistico, utile alla crescita, allo sviluppo di un’identità personale autentica e alla definzione dei relativi valori, con attenzione anche alla comunicazione in rete e seguendo il percorso proposto dal “Manifesto per una comunicazione non ostile”.