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Dipinti a voce

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Nel 1942 François Le Lionnais, ingegnere, letterato e matematico di ispirazione comunista, entra nella Resistenza francese. Nell’aprile del 1944 viene catturato dalla Gestapo e rinchiuso nel carcere di Fresnes. Successivamente viene trasferito nel campo di concentramento di Mittelbau-Dora dove è costretto a lavorare alla catena di montaggio dei missili V2, che spesso riesce a sabotare. Al di là del lavoro, il tempo nel lager è pesante, opprimente, angoscioso. Un mattino d’autunno, nel corso di una delle consuete adunate, lo sguardo di François si posa sulla collina che sorge accanto all’infermeria. E improvvisamente “l’inferno di Dora” si trasforma in un quadro di Bruegel. Da questa visione nasce un’illusione di salvezza, un disegno di evasione e Le Lionnais riscopre l’antica passione per l’arte. Da quel momento, per alleviare le ore e i giorni, la condivide con Jean Gaillard, compagno di sventura e suo migliore amico, lì nel campo. A lui descrive il suo progetto di un grande libro sulla pittura e le opere che ne faranno parte. I due amici contemplano a lungo “con gli occhi della mente” e grazie alla memoria di François numerosi capolavori un tempo visti di persona al Louvre o altrove: “Così trascorsero per me le giornate a Dora, fra gli appelli interminabili in mezzo alla neve e al freddo vento invernale. Ormai avvezzo al mio gioco, non avevo quasi più bisogno dei dipinti di quegli artisti per creare il mio mondo di forme e colori”...

Resistere alla brutalità di un lager nazista, combattere la fame, la debolezza e l’onnipresente tentazione della disperazione rivivendo nella memoria e nel racconto i capolavori della pittura che ha contemplato e amato, è il miracolo dell’autore di questo piccolo libro. Durante gli interminabili appelli che durano ore e durante i quali spesso i prigionieri vengono colpiti con violente percosse, sfilano nella memoria le immagini di capolavori la cui realtà si risveglia tangibile nella mente, consola e salva. Nel presente volumetto fanno seguito al testo, a supporto del lettore che non è tenuto a possedere le stesse conoscenze artistiche di Le Lionnais e nemmeno la sua ottima memoria, le riproduzioni in bianco e nero dei quadri citati. Dopo la Liberazione, Le Lionnais lavora nel campo della telefonia e come esperto della diffusione delle scienze per l’Unesco. Fonda, insieme a De Broglie e Bergier, l’Association des écrivains scientifiques de France di cui diviene presidente. Con Raymond Queneau fonda inoltre il gruppo Oulipo (Opificio di letteratura potenziale) a cui aderì anche il nostro Italo Calvino. Personalità estremamente eclettica, versatile ed entusiasta fu anche giocatore ed esperto di scacchi, gioco al quale dedicò due libri.