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Ditemi sempre di sì

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Il fascino e la magia del matrimonio colpiscono Enzo Miccio sin da piccolo. Appena può, infatti, si rifugia nel salone di casa a Boscotrecase, vicino Pompei, per cercare, nel mobile bar dove è nascosto, l’album fotografico del matrimonio dei suoi genitori. Lo sfoglia affascinato, anche con la paura di essere scoperto e si immagina quella giornata, con tanto di profumi, colori ed emozioni. Due le cose che gli rimangono impresse: il ramage di rose di organza del velo da sposa della madre e l’eleganza di zia Giuseppina con un tubino di sartoria, la stola di visone e un cappellino giallo paglierino. Presto la famiglia comincia a fidarsi del suo buon gusto e questo ancor prima che venga coniato il termine “wedding planner”: così Enzo comincia a metter bocca sul matrimonio della cugina Michela, con tutto il suo carico di ricordi ed emozioni a cominciare dal Maison Magic, grande ed elegante atelier da sposa di Napoli. Per il matrimonio della cugina Enza suggerisce un fiore della stessa tonalità del cappello per l’abito della zia Giuseppina. Quindi muove i primi passi proprio in famiglia, dove impara ad amare il bello, le atmosfere eleganti, i particolari unici e la sua passione per i matrimoni che diventeranno la sua professione. Piatti per le grandi occasioni, cristalli con il bordo serigrafato in oro, alzatine, argenterie, sempre lucidissime in ogni momento, anche per i piccoli riti quotidiani che meritano le dovute attenzioni e un’apparecchiatura della tavola di gusto. Bella, non di lusso, perché bellezza e lusso sono due cose diverse e in nome della bellezza Enzo comincia le sue collezioni di oggetti unici che, a inizio carriera, mette anche a disposizione degli sposi che si affidano a lui…

Ribadisce Enzo Miccio che - come sosteneva Antoine de Saint-Exupéry ne Il Piccolo Principe con il suo “L’essenziale è invisibile agli occhi” - ancor più nell’organizzazione del matrimonio c’è un lavoro lungo e laborioso di cui in realtà si intuisce pochissimo nel giorno della cerimonia. Tante riunioni, disegni, realizzazioni, un crono-programma che dura per più di sei mesi, per arrivare al giorno perfetto. Questo di Enzo Miccio è un libro che è un’autobiografia perché racconta molto di sé, dei suoi primi anni, della sua famiglia, degli input che gli sono giunti dalle donne di famiglia, mamma, nonne, zie, dalle atmosfere di festa che ha respirato da subito con la cura dei particolari, dell’eleganza, della bellezza, sempre sottolineando che non fa rima con ricchezza. Corredato da un’infinità di fotografie, di bozzetti che rimandano idealmente a quando faceva coppia fissa in tv con l’architetto Angelo Garini della Sforzesca (specializzato in architettura di giardini e solo successivamente wedding planner), prima di accompagnarsi a Carla Gozzi o apparire nella trasmissione di successo Cortesie per gli ospiti, il libro predica la semplicità, l’esaltazione della bellezza, la cura dei particolari, dai colori ai fiori, alla luce. Location fantastiche, ricerca accurata per ogni singolo aspetto della giornata più bella degli sposi di turno, l’idea che ci si fa però e che si ha da tante immagini così intense, è che ci sia una ridondanza di fiori, di alzatine, di candelieri, specchi, decorazioni, quasi a dire che si predica bene, ma poi, al momento di razzolare...