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Divorzi

Divorzi

Può stare calma, è stato solo un sogno. No, aspetta, la stanza è un’altra però. È a Parigi, la strada è affollata e lei è attratta dalle belle vetrine di Place Vendôme. No, non può essere. Richiude gli occhi e li riapre. Ora è sull’Hudson, in una stanza a un piano alto pieno di luce. Sbatte le palpebre, ma ogni volta che chiude gli occhi si ritrova in una stanza diversa: ora c’è una sagoma scura, forse di uomo, in piedi accanto a lei. Richiude gli occhi e si ritrova in una stanza che potrebbe essere della casa di sua nonna a Budapest. Sophie sta viaggiando, del resto lo ha fatto per tutta la vita. A Sophie piace viaggiare. Ha iniziato da giovane, da quando con il padre si era trasferita negli Stati Uniti e poi era tornata in Europa per studiare, e ha continuato a farlo con Ezra, suo marito. Ogni volta che parte, Sophie prepara valigie, bauli e scatoloni che la seguono per il mondo. Le piace accumulare oggetti, conservare e ricordare, e magari lasciare “parcheggiato” qualcosa agli amici, pensando di tornare a prenderlo in futuro. E comunque non è per lei un problema dimenticarsi le cose in giro. L’esatto contrario di suo marito, che invece prova un certo gusto a fare l’elenco di tutte le cose perse negli anni e ad attribuirle la colpa di queste perdite. Com’è guerrafondaio Ezra, vuole sempre discutere! Si lamenta soprattutto perché Sophie e i bambini mettono la casa sottosopra giocando e disegnando sui muri. Vuole la casa in ordine e appena c’è qualcosa fuori posto, inizia a urlare e scoppia un litigio. La situazione è diventata insopportabile per Sophie...

Sophie, insegnante e scrittrice, è morta, investita da un’auto che l’ha decapitata appena dopo essere uscita dal parrucchiere. È morta, ma in un certo senso la sua mente è ancora viva e ripercorre gli episodi della sua vita e la storia della sua famiglia. Sophie proviene da una famiglia ungherese difficile: sua madre non le ha mai fatto da madre e non ha mai manifestato affetto nei suoi confronti (anzi, forse un po’ di fastidio) e lei è cresciuta negli Stati Uniti con il padre, un rinomato psicanalista ebreo che la adora. Si sposa con un uomo che di fatto non conosce e che non le fa bene, che è verbalmente violento verso di lei e da cui è emotivamente dipendente. Ma riesce a liberarsene e a trasferirsi con i figli a Parigi, la città dei sogni. Sophie è vagabonda: viaggia per lavoro e per amore, si sposta con o senza i figli e intreccia relazioni di dubbio futuro dall’altra parte del mondo. Il viaggio è vitale per lei, perché è il suo spazio d’aria e il suo momento di distacco dai problemi della vita quotidiana. Sophie è lo specchio di Susan Taubes: insegnante e scrittrice di origini ungheresi, anche Susan si ritrovò presto a fare i conti con un matrimonio devastante (non a caso, nel romanzo il matrimonio è spesso accostato alla morte). Come Ezra, Jacob Taubes, insegnante e rabbino, era un uomo molto colto e brillante, in grado di intrecciare relazioni sessuali con svariate donne e dalle inclinazioni maniaco- depressive. Unico romanzo di Susan Taubes, che si suicidò nel 1969 a 41 anni, Divorzi è un turbine caotico di immagini e di avvenimenti, di sovrapposizioni temporali e spaziali, di persone spesso problematiche, di scene reali e di vicende oniriche che riempiono la vita di Sophie È rendendola mai serena. È un viaggio nelle difficoltà della vita che ci irretiscono e ci plasmano, ma soprattutto è un percorso di ricerca della propria identità e della libertà, per rasserenarsi un poco e mettere finalmente ordine nella vita.