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Domani c’è scuola

Domani c’è scuola

Palermo, 7 maggio 2020. Ha appena salutato i figli, rientrando in casa, e non ha neppure il tempo per posare le chiavi dell’auto nello svuotatasche che una telefonata di Mario la mette in agitazione. L’uomo è andato a fare un giro alla scuola Pertini, chiusa come tutte le scuole d’Italia per la pandemia di COVID-19, e ha notato che una delle finestre, dal lato di via Cavallotti, è aperta. Antonella sente la terra mancarle sotto i piedi. Quando, sette anni prima, allontanandosi dalla Palermo borghese, ha messo piede per la prima volta nella scuola di cui da allora è preside, l’Istituto Sperone-Pertini, la situazione era drammatica. Il citofono era bruciato, il giardino era infestato di sterpaglie che creavano una barriera che impediva a chi era dentro di vedere all’esterno e a chi era fuori di capire cosa stesse accadendo all’interno. Gli alberi non erano stati potati da tempo e tutte le parti in plastica erano sciolte dalle fiamme che ripetutamente avevano lambito l’edificio. Ora invece – o per lo meno fino a questo momento – le aiuole sono a posto e ci sono anche i fiori. Tanto lavoro è stato fatto in questi anni da Antonella e dalla vicepreside Kelia. Quando la preside raggiunge l’Istituto i poliziotti sono già lì: quando poi entrano, la devastazione toglie il fiato. I vetri sono rotti, le porte spaccate e addirittura divelte, i computer sono spariti e i proiettori sono stati strappati a forza dai loro supporti. Le ante degli armadietti sono piegate. Nelle classi di scuola materna, dove ci sono solo giocattoli e banchi in miniatura per i piccolini, la scena è raccapricciante. I vandali hanno liberato il loro intestino ovunque. Lo schifo e la puzza sono pazzeschi. Antonella ha bisogno di uscire, di inghiottire aria pulita. Che cuore può avere chi si macchia di un tale scempio? All’esterno, appoggiata al muro, Antonella boccheggia e pensa che, forse, questa volta la colpa di quel gesto terribile è anche sua. Infatti il giorno prima, in un post di Facebook, ha espresso solidarietà a Maria Falcone, la sorella del giudice, che ha protestato contro la scarcerazione di diversi boss mafiosi, mandati a casa con il pretesto della pandemia...

“La scuola è luce”. “Vuota è la vita di chi si nutre solo di realtà”. Queste sono solo due delle numerose citazioni che meritano di essere sottolineate nel libro. Ogni pagina regala spunti di riflessione, ogni riga invita a interrogarsi sul proprio senso civico, ogni affermazione mostra come “crederci” sia spesso la chiave che apre tutte le porte, anche quelle con i cardini arrugginiti. Antonella Di Bartolo, preside dell’Istituto Sperone-Pertini di Palermo, insignita nel 2019 del premio Tullio De Mauro come dirigente scolastico innovatore, oltre che innovatrice è anche una persona estremamente coraggiosa, che ha accettato di impegnare il proprio tempo e la propria energia in una realtà difficile del palermitano, una scuola in disarmo situata nei quartieri Sperone e Brancaccio, gli stessi in cui si muoveva padre Puglisi prima di essere freddato dalla mafia. Una zona in cui è più semplice, e spesso meno pericoloso, cedere e arrendersi. Una realtà difficile, quindi, che si scontra con la Palermo borghese da cui la donna – insegnante di inglese e vincitrice di concorso come preside – proviene. Ma le differenze non la fermano, anzi. La vocazione della donna è potente e il suo obiettivo diventa quello di fare dell’Istituto che le è stato assegnato il motore del cambiamento, culturale, sociale e civile. Coinvolge i genitori, le famiglie; parla a ognuno e spiega quali siano i diritti cui i ragazzi non devono rinunciare. Motiva gli insegnanti, propone attività nuove, a volte controcorrente. Oggi l’Istituto Sperone-Pertini è un esempio di quanto la tenacia, la volontà e la fiducia possano fare; mostra quanto sia importante contare davvero sui propri obiettivi e, soprattutto, sul valore dei sogni, quelli che ti spingono a credere davvero che una zona tanto difficile possa conoscere una riqualificazione importante, che passa attraverso la più nobile e importante delle istituzioni: la scuola.