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Donne con lo zaino - Vite in cammino

Donne con lo zaino - Vite in cammino

Mahboba è fuggita dall’Afghanistan perché non ha la possibilità di lavorare come chirurgo: alle donne nel suo Paese è proibito lavorare, ma lei ama la sua professione. Purtroppo non può praticarla nemmeno in Italia, dove vive adesso. Ha così intrapreso un percorso non facile per il riconoscimento del suo titolo di studio. Nel frattempo fa la cameriera... Lea, esperta di oceanografia, tra una missione e l’altra in mare, conduce una vita da nomade. Una passione per i cambiamenti climatici la fa specializzare in Climatologia e fisica degli oceani a Parigi e da sempre si imbarca su navi scientifiche per tirocini e campagne di ricerca. Adora partire con Tara Ocean, che conduce missioni in tutto il mondo. È stata presente e ha lavorato a due di queste. Una le ha permesso di risalire dall’Atlantico il Rio delle Amazzoni verso l’Amazzonia. Con l’altra ha lavorato nell’Antartico... Claudia è una cilena di Santiago, ma sin da piccola i confini del suo Paese le vanno decisamente stretti. È grazie alle lingue che impara (prima l’inglese e poi l’italiano) che inizia a spostarsi per il mondo, perfezionando i suoi studi e diventando insegnante di lingue, ma per amore, si è fermata a Napoli... Valeria l’amore per il viaggio lo ha ereditato dalla mamma Teonilla e fin da piccola i genitori le hanno permesso di entrare in contatto con altre culture, anche senza muoversi di casa: hanno ospitato un ragazzo inglese per più di un anno, quindi una ragazza thailandese per un altro anno. Questo ha permesso a Valeria di familiarizzare anche con altre lingue...

Donne in viaggio. Per amore, lavoro, studio, passione, sport, abitudine, nomadismo, ma in viaggio e con lo zaino in spalla. Ognuna con il suo coraggio e la sua voglia di vivere, la sua testardaggine. Ognuna con il suo fardello di esperienze, con le caratteristiche spesso derivanti dalla famiglia di origine. Storie che colpiscono profondamente o che ti passano sopra come acqua fresca. Tra quelle indimenticabili, c’è sicuramente quella dell’artista italiana Pippa Bocca (nome d’arte di Giuseppina Pasqualino di Marineo), uccisa a Gebze, in Turchia, durante la sua interessante performance itinerante “Spose in viaggio”, nella quale si era proposta di attraversare undici Paesi teatro di conflitti armati, vestita da sposa. In realtà i vestiti da sposa del progetto sono due, completamente identici: uno Pippa lo ha lasciato a Milano, candido e privo del vissuto che ha invece subito l’altro, intaccato da tutto ciò che ha sperimentato lungo il percorso, che ha indossato tutti i giorni nel suo viaggio in autostop, lavato di tanto in tanto, ogni volta che le è stato possibile, con la liscivia derivante da lettere, libri, giocattoli, vestiti e quindi carica ugualmente di storia e di storie. Sarebbe dovuta arrivare a Gerusalemme, ma è stata fermata dal suo assassino poco lontano da Istanbul, violentata e uccisa da colui che le ha offerto un passaggio e che ora sta scontando trent’anni di galera in Turchia. Pur se con un tragico epilogo, anche questo è un viaggio come tutti gli altri, perché queste donne lo fanno nel senso più pieno del termine, inserendosi e vivendo come gli abitanti dei posti che raggiungono, assorbendone la cultura, gli orari, i modi di vita, la lingua. E non ci sono solo giornaliste e scienziate, ma anche insegnanti, cuoche, veliste, atlete, cantanti, donne più o meno famose, più o meno “giramondo”, perché qualcuna si accontenta di “cambiare aria”, molte si spostano sistematicamente di Paese in Paese, anche ogni biennio, uscendone arricchite spiritualmente e di certo più felici.