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Dopo l’abbandono

Dopo l’abbandono

Ghili, sei anni, nella sua cameretta fa finta di essere morto e lo grida con voce accorata a sua madre Ella. Il bambino sfoga così la rabbia per la separazione dei genitori. È attorniato dai suoi pelouche infeltriti e sul petto ha un cuore di carta con su scritto il suo nome. È la maestra che glielo ha dato per farsi conoscere nella sua nuova scuola. Ella è frastornata e distratta, ha le labbra serrate che sanno di gomma, gli occhi scorrono sugli scaffali dei libri che prima erano pieni. Ora ci sono solo la polvere e il vuoto che sembrano accusarla. Ghili vuole attirare la sua attenzione, ne ha bisogno, allora le grida che è morta anche lei, si butta a terra sul tappeto sfiorandole le ginocchia. Poi all’improvviso agguanta un pelouche e glielo scaglia addosso. Lei lo afferra, lo coccola, lo culla per farlo ingelosire. Ghili si scuote e le dice di ridarglielo, glielo ha portato il suo papà dalla Scoscia. Scozia, lo corregge la mamma allargando le braccia per accoglierlo in un abbraccio. Lui si avvicina, le ruba l’orsetto e scappa via correndo intorno al tavolo. Ella lo guarda come se fosse la prima volta. Un bambino di sei anni non è un giocattolo o una foto ritagliata da un libro di favole e nemmeno un frutto dell’amore da mordere a piacimento. Ghili ha un carattere deciso e sfaccettato. Dorme con la luce accesa, conserva gelosamente le sue cose e detesta le novità. Abitudinario proprio come suo padre Amnon. La porta di casa si apre e l’uomo appare sulla porta. Ghili è felice, pensava fosse un ladro, sarà lui oggi ad accompagnarlo a scuola. Ella non ne è affatto contenta, aveva detto al suo ex marito di riconsegnarle la chiave di casa, ma lui ne ha fatta una copia, per sicurezza, per andare e venire liberamente se dovesse servire. Come se niente fosse si mette a preparare il caffè, lamentandosi della nuova sistemazione che ha. Ghili subito si intromette invitando il papà a tornare a dormire da loro come sempre. La caffettiera sbuffa ed Ella si sbriga a preparare il caffè per chiudere quel teatrino e, rivolgendosi a Ghili, ripete un discorso già fatto fino alla noia. La separazione non c’entra con te, capita che i genitori si separino per problemi loro, ma ciò non significa che non amino i loro figli, anzi. Genitori, parola adulta dietro la quale è comodo nascondersi…

Nei romanzi di Zeruya Shalev i bambini sono personaggi importanti e costruiti con la stessa attenzione e cura degli adulti. In Dopo l’abbandono pur essendo Ella la voce narrante che ci mette a parte delle sue emozioni e delle difficoltà, il lettore percepisce che il protagonista è Ghili, suo figlio. Il titolo originale di Dopo l’abbandono è Thera, uno dei nomi dell’isola di Santorini. Il tema dell’eruzione del vulcano, così come quello dell’archeologia, sono la spina dorsale del romanzo. Infatti, Ella è un’archeologa, come suo marito Amnon, sempre occupata con il passato e con la sua anima tormentata, in una perenne ricerca. Ella e Ammon sono sposati da dieci anni e vivono come una normale e tranquilla famiglia borghese israeliana, ma lei è stanca del carattere difficile del marito. Ignora i consigli di parenti e amici, passa sopra alle istanze di Amnon, che pensa che prima di separarsi e distruggere una famiglia bisogna tentare tutto. Ella però decide di porre fine al matrimonio e vivere da sola con suo figlio in piena libertà. L’eruzione a Thera, quindi, è la perfetta metafora che mostra il modo con cui lei tratta il divorzio: prende l’iniziativa, ma poi se ne pente, il suo comportamento infantile e un po’ narcisistico è estremo come un’eruzione. Dopo la separazione, però, gli eventi prendono una strada diversa rispetto quella immaginata dalla protagonista. Il nuovo compagno, lo psichiatra Oded, ha anche lui il suo bagaglio di sofferenze: un padre anziano e malato, una moglie fragile e due figli. Per Ella la libertà incondizionata ricercata si trasforma in dolore per la perdita della famiglia che aveva prima, che da limite che era, ora sembra un desiderio irraggiungibile. Nostalgia e frustrazione la avvolgono, ma questo la spronerà a scoprire di possedere risorse inaspettate per mandare avanti questo nuovo e affollato ménage. Chi da divorzio ne esce fortificato è Amnon, per lui la separazione è l’opportunità di svilupparsi come uomo e come padre. Amnon mostra anche a Ella e a Oded come superare le difficoltà e per lei è duro accettare che Amnon vale più di quanto pensasse e capisce anche che ha perso molto.