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Dove sei, piccolo Giulio?

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Dov'è andato Giulio? Fisicamente è proprio qui di fronte ma in realtà non si sa dove sia davvero o dove potrebbe essere o come sia arrivato lì… Potrebbe essersi fatto così piccolo da infilarsi nel collo di una bottiglia di vetro o in un acquario con i pesci rossi, potrebbe essere salito - non si sa come - su una mongolfiera, potrebbe essersi perso tra tante macchinine colorate o tra gli alberi di un bosco oppure potrebbe nascondersi in una macchina o sotto il tendone di un circo. Perché Giulio è al centro di un universo che non si sa né dove sia, né come raggiungerlo e nemmeno come andarsene via e se prova a spiegare agli altri dove si è perso o dove si è nascosto nessuno riesce a capirlo tranne sua sorella, che sa esattamente dove trovarlo quando scappa via perché qualcosa è andato storto…

Giovanni Colaneri è diplomato in Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze ed in Illustrazione all’ISIA di Urbino e lavora come autore/illustratore per riviste e case editrici. Dopo l’esordio con il pluripremiato Che cos’è una sindrome?, l’autore torna a scrivere ed illustrare un albo che parla di diversità ed inclusione, esplorando il complesso mondo dell’autismo con uno sguardo profondamente umano ed emotivo, semplice e delicato. Giulio è piccolo, indifeso, spaventato, tormentato; a causa delle sue difficoltà relazionali a volte si perde in quello che può sembrare un abisso imperscrutabile e irraggiungibile. Ma ovunque sia finito, il piccolo Giulio, non è del tutto smarrito perché sua sorella sa dove cercarlo e sua mamma sa farsi piccola come lui, fino a riuscire a guardarlo negli occhi e a stringerlo in un abbraccio. La storia toccante ed emozionante del piccolo Giulio ha insomma un lieto fine: sorella e mamma riescono a entrare nel suo “universo” quindi lui, nonostante le sue difficoltà, non è solo. Non solo belle le illustrazioni simboliche ed evocative dai toni pastello di questo albo ma anche capaci di comunicare con grande umanità e delicatezza il mondo enigmatico di Giulio in cui - assieme a lui - troviamo protagonisti tanti oggetti della quotidianità tipici dell’infanzia che, grazie alle loro dimensioni gigantesche, gli fungono da rifugio o nascondiglio; ad essi fa da controcampo un testo composto da frasi brevissime che raccontano la prospettiva di chi osserva il bambino da fuori e cerca uno spiraglio per avvicinarsi a lui con l’intento di accoglierlo nel rispetto della sua diversità.

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