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Drag - Storia di una sottocultura

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Le drag queen sono il fenomeno del momento, un’indiscussa onda che dall’America sta travolgendo il mondo a colpi di arte, musica e colori. Le drag queen sfidano le convenzioni di un mondo spesso troppo perbenista che non ha il coraggio di guardare oltre. Nonostante ciò in Italia non è disponibile molto materiale al riguardo. Nel nostro Paese sono pochi gli studi dedicati a questa sottocultura e comunque mai riferiti ad essa in senso stretto. Soprattutto mancano spiegazioni chiare del fenomeno. Cos’è una drag queen? Semplicisticamente potrebbe dirsi che è un uomo che si traveste da donna per motivi artistici. Eppure una simile definizione risulterebbe inevitabilmente riduttiva rispetto alla grandezza dì tale approccio artistico e non convenzionale alla vita. In effetti la drag queen parte da un paradosso circa la propria stessa natura: essere una donna che confessa di fingere di esserlo. La drag queen, in altri termini, deve al contempo negare di essere un uomo e allo stesso tempo fingere di essere una donna per motivi artistici, così dimostrando che l’essere umano è comunque sempre imprigionato nelle proprie contraddizioni e quanto sia sottile la distanza tra maschile e femminile. Sicuramente le drag queen si sono ritagliate un ruolo centrale nella cultura pop contemporanea. Eppure si tratta di un fenomeno che sembra avere origine antichissime come dimostra l’etimologia da cui esso prende il nome. “To drag” in inglese, infatti, significa “trascinare” con riferimento evidente ai vestiti a strascico utilizzati nelle rappresentazioni teatrali di epoca elisabettiana. “Queen” significa invece “regina” e allude al comando che le drag queen hanno del palcoscenico e del proprio pubblico. Si tratta, in altri termini, di una realtà ricca e complessa caratterizzata non solo da un’esteriorità esuberante e marcata ma anche da un linguaggio specifico e peculiare, differente da quello della cultura dominante. Ballroom, bio queen, cooking, eleganza extravaganza, herstory, kiki, lipsync, realness, sissy, tucking: sono solo alcuni dei particolarissimi vocaboli ed espressioni proprie di una realtà che manifesta la sua complessità e al contempo il proprio essere profondamente radicata come entità specifica e definita…

Da fenomeno storico sociale a fenomeno di costume: è questa la parabola seguita dalla cultura delle drag queen nel mondo. Grazie alla drag queen più famosa di sempre, Ru Paul, che da decenni domina la scena artistica mondiale, la poliedrica realtà drag ha contaminato la moda, lo spettacolo, il linguaggio e il modo di intendere l’arte e la vita stessa, proiettandola verso un oltre ricco di bellezza e colori. Nella sua opera preziosa dal titolo Drag. Storia di una sottocultura Eleonora Santamaria traccia un quadro nitido del fenomeno dal punto di vista storico, sociale e contemporaneo con una scrittura fluida e capace di informare ma allo stesso tempo condurre in un viaggio meraviglioso nei meandri del mondo drag. A tratti sembra di leggere un vero e proprio romanzo tanta è la capacità di coinvolgere il lettore alla scoperta di costumi, personaggi e avvenimenti che hanno segnato la storia. Delicato e approfondito è il racconto che l’autrice fa di alcune delle più importanti drag nostrane e del mondo: dalla già citata Ru Paul a Karl du Pigné, la drag del Pigneto che ha messo in scena il drag italiano, da Bianca Del Rio, la drag comica, a Latrice Royale, una delle drag più note della televisione americana. Ogni storia, ogni racconto si compongono nell’opera di Santamaria con la capacità di divenire un ponte verso una conoscenza maggiore della sottocultura drag ma anche di se stessi. Un’opera che merita di essere letta non solo dagli amanti del fenomeno ma da tutti coloro che non vogliono perdersi una parte colorata, profonda e meravigliosa del mondo.