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Due settimane in settembre

Due settimane in settembre

Sono le cinque passate. Tra un’ora tutta la famiglia comincerà a rientrare. Per prima arriverà il signor Stevens - questa sera, in particolare, uscirà dal lavoro in perfetto orario - poi sarà la volta di Dick e Mary. Per le sette saranno tutti a casa. È piovuto molto e la signora Stevens è preoccupata. E se continuasse a piovere così per i prossimi quindici giorni, le due settimane di ferie che ogni anno l’intera famiglia trascorre insieme, sempre nella medesima località? È già accaduto, diversi anni prima. La signora Stevens ricorda come fosse ora la sera in cui, usciti dalla stazione, hanno arrancato lungo Corunna Road, al tramonto, sotto una pioggia incessante, mentre Dick teneva in mano un secchiello, che non aveva mai potuto utilizzare durante la vacanza, insieme a una piccola paletta fradicia e grondante. Ogni anno gli Stevens vanno in vacanza a Bognor Regis, fin dai tempi della luna di miele, quando per la prima volta gli occhi chiari della signora Stevens hanno visto il mare. Ancora oggi quella distesa d’acqua la spaventa, specie quando è calma. Quella superficie liscia che si estende a perdita d’occhio le fa girare la testa. Durante la luna di miele hanno alloggiato presso i signori Huggett, in un villino chiamato Vistamare che, da allora, è diventato la loro meta. Ogni anno, alla vigilia della partenza, quando tutti sono radunati intorno al tavolo e hanno consumato la cena - quest’anno bollito di manzo, perché serve a fare ottimi panini per il viaggio in treno dell’indomani e rende più facile lavare piatti e pentole, lasciando a tutta la famiglia più tempo libero per preparare i bagagli - il signor Stevens comincia con il ruolino di marcia. Estrae un foglio di carta coperto di fitte annotazioni a matita: i compiti da svolgere prima di partire. Innanzi tutto, nel capanno degli attrezzi, forcone, pala e vanga vanno unti. Il capanno va poi chiuso a chiave e la chiave va appesa a un gancio in cucina. Poi occorre portare Joe, il canarino, alla signora Haykin e sorbirsi gli inevitabili minuti di chiacchiere con lei, prima di riuscire a congedarsi. Quest’anno l’incarico della consegna è affidato a Mary...

Bestseller all’epoca della sua prima pubblicazione, nel 1931, il romanzo di R.C. Sherriff - scrittore, sceneggiatore e drammaturgo inglese di successo - è stato riscoperto di recente, grazie soprattutto alle parole di Kazuo Ishiguro che lo ha letto nel periodo della pandemia e lo ha molto apprezzato, scrivendo: “Il romanzo più confortante e pieno di vita che mi venga in mente. La meravigliosa dignità della vita di tutti i giorni è stata raramente catturata in modo più delicato”. La descrizione di un semplice scenario domestico, fotografato in un particolare periodo dell’anno, quello delle vacanze di fine estate, riesce a catturare l’attenzione del lettore e a stregarlo, semplicemente mostrandogli la straordinarietà di un’esistenza assolutamente normale. La famiglia Stevens da oltre vent’anni trascorre due settimane, durante il mese di settembre, nella stessa località inglese: la stessa pensione, che invecchia insieme ai protagonisti, la stessa spiaggia, gli stessi scorci, le stesse abitudini. Sherriff fotografa il signore e la signora Stevens, insieme ai tre figli, a partire dalla sera precedente la partenza e li accompagna durante le due settimane di vacanza a Bognor Regis. Passeggiate in solitaria durante le quali pensare alla propria vita, ai propri sogni e alle proprie delusioni per il capofamiglia; la scoperta del più romantico dei sentimenti per la giovane Mary; la ricerca di uno svago che lo porti lontano dal malessere che la nuova occupazione gli procura per Dick; l’occasione per coltivare la passione per i treni per il piccolo di casa Ernie; il piacere di sorseggiare due dita di porto mentre osserva il mare che ancora le fa paura per la signora Stevens. Ciascuno dei componenti trova, nella semplicità di gesti che si ripetono uguali ogni anno ma che racchiudono pensieri e a sensazioni sempre nuove, un momento di pace profonda e serenità che riconcilia con il mondo. Nulla di eclatante accade durante le due settimane di ferie, ma nulla è tanto entusiasmante e ritemprante per lo spirito quanto l’emozione di una quotidianità che rinfranca. Fotogrammi di una semplicità da racchiudere nell’animo e alla quale poi attingere una volta a casa, nei mesi invernali, quando il ricordo di un odore, un sapore, un suono, accende i sensi e dona conforto. Una lettura ironica e dolcissima insieme, che mostra la maestria di una penna capace di catturare il singolo particolare e dargli valore, capace di emozionare e incuriosire, capace di incantare esclusivamente con le parole.