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E alla fine muoiono – La sporca verità sulle fiabe

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Alcune storie hanno più di 1200 anni e nel tempo sono state raccontate da tante persone diverse in modi differenti. Nonostante tutto è proprio la tradizione orale ad avere permesso che giungessero sino a noi… La vera epoca dei racconti scritti prende il via nel XVII secolo grazie a Giambattista Basile, primo autore di una raccolta di fiabe, pubblicata postuma. Ma Basile scrive per divertire una corte di adulti ricchi e colti: i suoi personaggi, quindi, sono adulti e fanno cose da adulti… Pur scrivendo per i bambini, Perrault e i fratelli Grimm hanno stili differenti: mentre il primo ingentilisce le storie e vi aggiunge una morale, i secondi vogliono affermare l’identità tedesca in risposta all’invasione napoleonica… Le luci dei riflettori tornano a splendere sulle fiabe grazie all’operazione commerciale di Walt Disney: meno violenza, più romanticismo e più umorismo sono la ricetta vincente per rimanere scolpiti nell’immaginario del pubblico… Oggi la tradizione orale è pressoché scomparsa, eppure le fiabe ci circondano ancora: da un lato i grandi classici sono diventati dei libri illustrati per bambini da associare a merchandising vario e, dall’altro, vengono adattati per soddisfare le esigenze di un pubblico adulto, che si reputa razionale, educato e dotato di spirito critico. Ma il risultato finale può ancora definirsi una fiaba?

Avviso per i lettori: nessuna delle versioni originali delle fiabe oggi più note si conclude con il canonico “e vissero tutti felici e contenti”, i principi non si chiamano “azzurro” e le protagoniste non sono ingenue come ci si potrebbe aspettare. Si apre così questo volume di fiabe e sulle fiabe tramite il quale, grazie a una narrazione scorrevole, avvincente e a tratti davvero spassosa, si scoprono tanti aspetti, spesso sconosciuti, di questa particolare forma di raccontare e ci si rende conto di come sia incrostata di pregiudizi. È proprio una serata tra amici da cui emerge quale sia il percepito in merito alle fiabe che ha convinto l’autrice a raccontare come stanno davvero le cose. Ecco quindi che alle sue letture di infanzia (i genitori le avevano regalato innumerevoli libri di fiabe di diversi Paesi e reso impossibile vedere i film animati Disney) ha aggiunto saggi di psicologia, racconti folkloristici e l’abilità di illustratrice per scavare a fondo di quelle che vengono spesso classificate come storie per bambini. Anche i disegni contribuiscono a trasferire il messaggio: semplici, in bicromia, sono dettagliati quanto basta per descrivere situazioni e personaggi. Il tema fiabesco si rispecchia anche nelle caratteristiche del volume: la copertina è in cartonato e con fregi in oro, così come in oro è il taglio delle pagine. Un piccolo tesoro per ricordare a grandi (soprattutto) e piccoli che spesso c’è molto di più di quello che appare e che l’immaginazione non può essere rinchiusa in un pensiero unico.