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...e altre storie

...e altre storie
Vaiša è soprannominata 'la cieca', eppure i suoi occhi vedono benissimo, solo che l’occhio destro le permette di vedere solo il futuro e il sinistro solo il passato, dando a lei, come unica certezza, che il presente non esiste, e a noi, che leggiamo, una prova della sua (in)consistenza effimera, “quanto un pezzo di carta e questo mondo che va appassendo”. Gaustìn anche è sospeso in un limbo temporale: convinto di vivere nell’anno 1929, scrive al suo amico lettere e cartoline chiedendogli se secondo lui la Francia avrebbe o meno concesso l’asilo politico all’esiliato Trockij. Eppure il calendario, l’amico non ha dubbi, segna l’anno 2000. Un barbone cammina per le strade deserte della città, quando ad un tratto vede la sua immagine trasmessa da uno dei televisori esposti in vetrina… è l’ultima notte del millennio e milioni di persone hanno scelto di passarla guardando lui in tv? E’ il caso di raccontare qualcosa, una barzelletta, un aneddoto… “Buona sera a tutti… quando ero piccolo scrivevo ogni anno, in occasione del capodanno, una lettera a Babbo Natale…”. Gli animali, ora ne siamo certi, hanno un’anima, guardate (si fa per dire) quella di questo maiale, un’anima sottile ma pensante, che dal ramo di un prugno osserva, già consapevole, ciò che viene fatto al suo povero corpo di bestia sacrificata per il Natale...
Raccolti sotto il titolo “…e altre storie”, quelli di Gospodinov sono appunto, “altri” racconti, in tutto ventuno, che contengono spesso dentro di sé una storia nella storia, in cui finzione e realtà si scambiano continuamente il ruolo, un realismo aspro su cui improvvisamente si apre la porta di uno stile visionario e magico, un modo di raccontare che sembra guardare il futuro mantenendo un occhio costantemente sul passato, un po’ come la storia di Vaiša. Storie le cui origini sembrano risiedere nelle fondamenta stesse del paese balcanico d’origine dell’autore, la Bulgaria. Georgi Gospodinov, la cui produzione procede su un doppio binario tra versi e prosa, è uno dei più noti e tradotti scrittori della sua nazione. Con Romanzo naturale (Voland 2007) ha vinto nel 1999 il primo premio “Razvitie” per il romanzo bulgaro contemporaneo. Pagine piene di metafore e allegorie, che fanno riaffiorare alla memoria l’atmosfera di alcune di quelle vecchie leggende che un tempo ogni paese conservava e tramandava oralmente alla sua gente, attraverso una vecchia e roca voce narrante davanti a un camino, mentre fuori la storia tentava di risvegliarsi dalla sua lunga notte.