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E così per non morire

copertina del libro

Malaga, plaza de la Marina, 19 febbraio 2020. L’auricolare continua a emettere delle scariche molto fastidiose. La base operativa si trova in una stanza d’albergo e la voce di Gil comunica che è arrivato il momento. Il grande fratello dell’Europol è in azione continua, controllando tutti i dispositivi elettronici di Malaga, soprattutto le utilissime telecamere del traffico. L’agente speciale Gaia Virgili è seduta a un caffè con Cesar Cabrera. Il clima è mite e i due non danno nell’occhio, sembrando una normale coppia. Sul lato opposto della strada, ci sono anche Dominic Lamarque e Karen Hahn che aspettano in una Seat Ibiza presa a noleggio. Tutto sembra estremamente calmo quando improvvisamente il suv Mercedes di Paco González Méndez entra nel loro campo visivo. Si tratta del temutissimo capo della spietata organizzazione criminale “Sombra Letal”. Non servono parole e tutti scattano praticamente all’unisono. La Seat taglia la strada dal suv che deve frenare bruscamente. El Jefe si precipita fuori dall’auto con in pugno una semiautomatica che spara numerosi colpi in direzione degli agenti dell’Europol. Cabrera e Lamarque si occupano dei suoi due guardaspalle mentre Gaia si mette immediatamente all’inseguimento. I due arrivano fino all’imbarcadero, dove un motoscafo è già pronto per prelevare il boss. La Virgili però è più rapida e riesce a stringergli un braccio al collo e a fargli perdere quindi i sensi, dopo che entrambi sono caduti in acqua. Un ennesimo successo per l’agente speciale che però ancora ignora la prossima pericolosissima insidia da affrontare…

Il talentuoso giallista Paolo Roversi ritorna con la amatissima profiler dell’Unità di analisi del crimine violento e agente speciale dell’Europol Gaia Virgili. Questo è il quarto capitolo della serie e il setting principale della trama è nel capoluogo meneghino. Lo spazio temporale è quello del 2020, in piena pandemia Covid e conseguente lockdown quindi. Nella trama inoltre trova spazio anche un cold case della storia d’Italia, ossia quello del cosiddetto Mostro di Milano. Tra il 1963 e il 1975 infatti, otto donne sole vengono trucidate con una violenza inaudita in un triangolo ristretto del centro, tra il Castello Sforzesco, la Stazione Centrale e piazza Cordusio. Virgili si trova quindi a indagare sui casi di due donne accoltellate proprio a Milano ma nessuno ancora ipotizza un collegamento con la catena di femminicidi avvenuti mezzo secolo prima. Una scia di sangue senza ancora un responsabile, una ferita aperta che reclama giustizia e che l’autore in qualche modo ha voluto portare nuovamente alla ribalta e all’attenzione dei più con questo suo nuovo thriller.