Salta al contenuto principale

E non vissero per sempre felici e contenti

E non vissero per sempre felici e contenti

Jacks l’ha tradita. È questo ciò che Evangeline pensa quando guarda suo marito Apollo, colpito dalla maledizione che lo tiene imprigionato in uno stato di profondo sonno. Non pensava di tenere a lui tanto da sentirne la mancanza. Il loro era un matrimonio senza amore. Almeno, senza l’amore che era stata in grado di provare per Luc prima che lui sposasse un’altra. Il loro legame era privo anche dell’attrazione provata per il fato Jacks, nonostante ammetterlo le costi un certo disgusto. Quello tra lei e Apollo è sempre stato affetto. Che cosa le sta succedendo, quindi, ora? Ha bisogno di salvarlo e di sentirsi di nuovo al sicuro. Evangeline ha un presentimento. Sa che la salvezza di Apollo è chiusa proprio lì, tra le mura del Castello Boscostrage. Quella porta misteriosa che nessuno è mai riuscito ad aprire nasconde qualcosa di cui lei ha bisogno. Deve aprirla, ma per farlo, ancora una volta, ha bisogno di Jacks. Il fato sembra capace di svelare ogni segreto del Regno, come se lo conoscesse fin dalle sue ere più antiche. Anche questa volta, il prezzo da pagare è alto. Evangeline ottiene la risposta che stava cercando, ma non quella sperata. Dietro la porta si nasconde una profezia che la riguarda e che pone sulle sue spalle non solo il destino di Apollo, ma quello di tutto il Magnifico Nord. Lei è la Chiave e il suo compito è quello di aprire l’Arco del Valory, chiuso dagli estinti Valor. Per farlo, Evangeline deve trovare quattro gemme magiche: quella della fortuna, della gioia, della verità e della giovinezza. Eppure, ancor prima che il viaggio cominci, Apollo si risveglia. Evangeline vede morire la speranza di riaverlo con sé non appena il marito apre gli occhi: la vuole uccidere. Contro ogni volontà del suo cuore, il Principe è stato stregato per darle la caccia. Ora più che mai, le gemme devono essere trovate. No, non può farlo da sola. Jacks è l’unico che sembra conoscere i segreti della sua magia. Che cosa nasconde il passato del detestabile e affascinante fato?

Stephanie Garber è l’autrice dell’acclamata trilogia di Caraval. E non vissero per sempre felici e contenti è il seguito di C’era una volta un cuore spezzato, spinoff attesissimo del personaggio di Jacks, già conosciuto in Caraval. Nonostante si tratti della storia di un protagonista già noto, i due volumi della nuova trilogia possono essere letti senza conoscere la prima. Jacks è un fato, magico e tanto affascinante quanto detestabile. A subirne l’ascendente è la dolce Evangeline che, dopo aver sofferto per l’amore non corrisposto da Luc, cerca solo la protezione confortevole del principe Apollo. Questo, finché Jacks non la strega a suon di frecciatine e sguardi lussuriosi. Ecco che, come in ogni enemies to lovers, la fanciulla indifesa ci cade con tutte le scarpe. L’ambientazione è descritta come un verde regno fatato e i nomi mappati rendono l’dea: Boscolieto, Castello Boscostrage, Villaggio Boscolieto. Eppure, la terra in cui ci troviamo prende il nome di Magnifico Nord, portando alla mente ben altri scenari. Questa, come molte altre cose della storia, non brillano per logica. Come il fatto che la protagonista sembri essere totalmente disinteressata alla sua incolumità, gettandosi tra le braccia di chi ha fatto di tutto per tradirla o di chi, addirittura, la vuole uccidere sotto effetto di una maledizione. Va ovviamente considerato il pubblico di riferimento, ben più interessato ad un’atmosfera immaginifica piuttosto che a una struttura narrativa curata nei minimi particolari. Se si dimenticano questi limiti strutturali per un attimo, allora la storia è certamente godibile: magia, protagonisti belli come divinità, gemme colorati e creature tenebrose. La fantasia è sicuramente stimolata. La penna di Garber è scorrevole, fluida, funzionale ad una storia semplice. La sua scrittura è solo un tramite divulgativo: non aggiunge e non toglie nulla.