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E poi basta - Manifesto di una donna nera italiana

epoibasta

Da bambina Esperance scriveva temi con la Replay blu infarcendoli del suo desiderio di salvare il mondo una volta diventata grande. Peccato che attorno a lei nessuno considerava questa sua volontà come qualcosa per cui lottare davvero. Poi è cresciuta e ha capito anche lei che il mondo non si può salvare, al massimo ci si deve accontentare di proteggerlo come un bene prezioso, ma lei non potrà mai metterlo in salvo per davvero. Eppure la macchia della Replay è ancora lì sulla sua mano, il desiderio di fare qualcosa di buono per gli altri, di mostrare a se stessa che può avere un ruolo nel mondo, che vuole (e deve) prendere parte agli eventi per lasciare il suo segno non è svanito, anzi si è amplificato. Non voleva fare l’attivista, non voleva sentirsi chiedere se non fosse solo nella sua testa questa cosa della persecuzione, del razzismo. Voleva solo salvare il mondo e oggi forse lo farà davvero, solo non nel modo in cui era certa di farlo da bambina… semplicemente scrivendo - anche senza la Replay blu che perdeva nello zaino Seven rosso - parole forti e sincere…

Un lungo flusso di pensiero, il punto di vista di una persona che il razzismo lo vive quotidianamente, anche nel nostro Paese. La Ripanti - autrice anche di Tutta intera uscito nel 2022 per Einaudi - con una prosa avvolgente, scorrevolissima e al tempo stesso carica di emozioni trasporta il lettore dall’altra parte della “barricata” mostrando quanto gesti e reazioni che tutti ben conosciamo rischiano di essere colti in maniera diversa rispetto alle intenzioni dell’interlocutore da chi è abituato a sentirsi fuori posto in un Paese che invece vorrebbe definire casa. Per quanto scorrevole, il testo risulta in alcuni punti ancora un poco acerbo ma nella confusione che di tanto in tanto scivola tra le parole si può riconoscere, forse, la stessa sensazione che percepisce l’autrice nel ripercorrere i propri ricordi, il che arricchisce l’intera narrazione umanizzando l’intera vicenda. L’invito a riflettere qui è lampante ma non prevarica mai la narrazione, così da non rendere noiosa la lettura. Il risultato è un libro adatto sia ai più giovani - che in questo modo possono provare a mettersi nei panni dei propri coetanei con più facilità e così fare le scelte migliori - che agli adulti, che così hanno un mezzo attraverso cui poter vedere con più facilità gli errori che si commettono nel momento in cui si rinnovano modi di fare e di parlare che avevano un senso in passato ma l’hanno perso in un mondo ormai profondamente cambiato, e si sottovalutano le possibili reazioni degli altri a parole pronunciate anche in buona fede.

LEGGI L’INTERVISTA A ESPÉRANCE HAKUZWIMANA