Due colleghi di una banca stanno commentando tra loro un caso di cronaca, il rapimento e il riscatto di un tipo. Per uno dei due la somma di ventimila dollari chiesta in riscatto è davvero misera, il rapito è un uomo benestante e i rapitori avrebbero potuto chiedere alla sua famiglia quattro volte tanto. L’altro collega lo sta a sentire con una borsa ai suoi piedi che contiene esattamente la cifra di ventimila dollari. Sono tutti i suoi risparmi, dice. Lo dice anche al direttore della sua banca, che però continua a tenerlo d’occhio per tutto il giorno. L’uomo con il borsone e i soldi raggiunge nel caveau il collega che sta raccogliendo le mazzette da far trasferire alle guardie giurate che arriveranno a momenti. C’è puzzo di fumo, però, nell’aria e l’impiegato del caveau va a controllare fuori lasciando l’uomo con il borsone dentro. È un falso allarme ma potrebbe essere il tempo necessario per scambiare i mazzetti di banconote dal tavolo del caveau al borsone dell’uomo. Ma perché il proprietario del borsone avrebbe dovuto fare questo scambio? Perché sia il suo collega che il direttore della banca credono che in quella borsa ci siano i ventimila dollari del riscatto pagati dalla famiglia dell’uomo rapito. Le banconote del riscatto con molta probabilità sono “segnate” dalla polizia e quindi rintracciabili se messe sul mercato. Il direttore la polizia, quindi, la chiama sul serio e davanti a tutti accusa il suo impiegato di avere scambiato i soldi del suo borsone con quelli non segnati della banca e pronti per essere trasferiti. Ma davvero l’impiegato della banca è il rapitore? E davvero i soldi del borsone hanno a che fare con il sequestro di cui tutti i giornali cittadini parlano?

Una raccolta di racconti questa di Ritchie che non lascia respirare il lettore neppure per un attimo. Le pagine scorrono, anzi, scivolano sul dito che volta pagina freneticamente e i “focus” sono molteplici e tutti incredibilmente azzeccati. È una commedia umana quella che ci regala l’autore, che imbastisce trame da tanto delitto e poco castigo piene zeppe di personaggi estremi che nessuno vorrebbe mai avere come amici ma che scatenano una piacevole curiosità. E il bello è che ogni racconto ha uno sviluppo inatteso e incredibile perché Ritchie si diverte moltissimo a giocare con i lettori come se si fosse in platea ad assistere ad una commedia. Chi legge quasi li vede là sul palco, tutti i personaggi dei vari racconti, illuminati da un occhio di bue, come se parlassero o interloquissero con lui. Truffatori sopraffini, ladri con menti da Nobel, galeotte che evadono con stratagemmi insospettabili e perfino assassini eleganti e piacevoli da ascoltare. Un caleidoscopio di storie e protagonisti in cui la bravura autoriale si spinge perfino a far credere a chi legge che qualcuno di quella risma di malviventi insoliti possa assomigliare ad un amico, a un parente, a un collega, a un vicino di casa. L’ironia che serpeggia tra le pagine, a volte accennata, altre sfacciata, infine, è il segno di un noir costruito con tutti i crismi. Dal racconto Una nuova foglia nel 1971 Elaine May ha tratto un film di grande successo interpretato da lei stessa e da un gigantesco Walter Matthau.