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E vissero tutti felici e contenti?

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Sembra proprio fuori dal tempo parlare ancora di principi e principesse, ma soprattutto di tutta una serie di obblighi e dinamiche obsolete certo, ma che non mutano e anzi costituiscono ancora la “legge” di Buckingham Palace e il protocollo fondamentale di tutta la nobiltà inglese. Soprattutto perché il senso di favola che poteva esserci un tempo è ormai scemato da tempo, sotto le spallate di Lady D. È stata lei che per prima ha messo in evidenza i faziosi che si schierano ora da una parte e ora dall’altra, tra indiscrezioni, segreti svelati o mantenuti secondo le convenienze. Forse non è un caso che, appena hanno abbandonato la Gran Bretagna, affrancandosi dai Windsor, Harry e Meghan abbiano licenziato tutto il personale a loro servizio. Diana l’ha capito prima di tutti gli altri, “vittima” di sir Robert Fellowes, suo cognato, consigliere della regina e amico di Carlo, “beccato” più volte a rilasciare dichiarazioni (più che altro imbeccate) alla stampa pro monarchia e contro la futura regina. Insomma una necessità impellente di svecchiare e umanizzare l’istituzione di Londra, con l’intento di cambiarle il volto adeguandola ai tempi e svincolandola da vecchie pratiche che non le giocavano a favore. Lady D era entrata nella famiglia reale giovanissima, praticamente una ragazzina, innamorata cotta del suo principe, anche se è difficile crederlo, considerato lo scarso appeal di Carlo e comunque la inganna e sin da subito, dal fidanzamento, alla domanda di un giornalista se sono innamorati, lui risponde poco convinto: “Qualunque cosa significhi”...

Un altro, l’ennesimo, libro sulla monarchia inglese, vissuto in chiave “Harry e Meghan”, mentre si punta l’attenzione su questa separazione dai Windsor che trova nel distacco fra i due fratelli Harry e William la sua nota maggiormente negativa. Non è quello che avrebbe voluto Diana, si sa, ma d’altronde fa male anche a Charles e alla stessa regina. Di certo sbirciare tra gli avvenimenti della monarchia inglese è sempre vincente, anche se ormai poco avvincente. Però ci sono sempre coloro i quali hanno fame di pettegolezzi e di chiacchiere e Cristina Parodi lo fa da “buonista”, mettendoci un pizzico di romanticismo (considerando il tutto una favola) e tanto amore materno, non schierandosi (apparentemente) da una parte o dall’altra e puntando il dito contro chi (spesso suoi colleghi), in modo poco ortodosso, ha carpito dichiarazioni, informazioni e pensieri. Al tempo stesso, però, vengono lasciate aperte le strade alle cosiddette “voci di corridoio” o ai “ben informati che dicono che...”. A proposito delle cifre che Harry e Meghan sborsano ogni anno per questa loro nuova vita americana, privata dai legami, ma anche dagli introiti di chi appartiene alla famiglia reale, ma che hanno un peso considerevole nel loro budget tra mutuo per la casa (o meglio per la villa con un numero incredibile di bagni), personale di servizio, tasse, ecc., la Parodi si chiede: “Saranno fatti loro?” e probabilmente è così, ma è anche quello che ognuno dovrebbe chiedersi, azzardandosi a mettere il naso tra gli affari privati e personali (oltre che economici) dei vip! Perché non optare sul tè, sul tipo di teiera, sui blend o le tazze preferite dai reali? Magari potrebbe essere più curioso.