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Ebreo giudeo naso adunco

Ebreo giudeo naso adunco

Parenzo si chiama David e, con questo nome, il resto potrebbe anche tralasciarlo. Ci tiene però a specificare sempre che si chiama David ed è ebreo. Non una grande rivelazione certamente, ma comunque serve a evitare equivoci e anzi serve a esplicitare ancora meglio il nesso di causa ed effetto, invertendo l’ordine della frase: Parenzo è ebreo e si chiama David. Davìd, non Davide, come lo chiamavano a scuola e neanche si girava, e nemmeno David, senza l’accento sulla i. O peggio ancora Devid, come lo gnomo. I suoi genitori hanno scelto un nome impegnativo, Davìd Hamelech: Davìd il grande, il Re Davìd, una delle figure più importanti dell’Ebraismo. In verità il re in questione è anche quello perennemente circondato da mogli, concubine, amanti e chi più ne ha più ne metta. Un episodio su tutti: un giorno Davìd si affaccia dalla finestra del suo palazzo reale e vede una donna bellissima, Betsabea. Impazzisce di amore per lei ma c’è il piccolo problema che la donna sia sposata con Uria, uno dei suoi generali più valorosi. Come se ne esce quindi? Semplice. Si manda il valoroso generale in battaglia, rigorosamente in prima linea, e lo si fa morire. Una grande sproporzione tra l’umano e il divino, una dialettica tra limiti individuali e valori assoluti, questo forse è uno dei pilastri fondamentali dell’essere ebrei...

David Parenzo è un celebre giornalista, professionista dal 2005, conduttore e autore radio e televisivo, con programmi di successo tra cui “In onda” e “La Zanzara”. Altrettanto notoria è anche la sua fede ebraica, tanto da avere scritto un bellissimo spettacolo teatrale assieme a Valdo Gamberutti dal titolo EBREO!, portato in scena da lui stesso in più di quaranta teatri italiani. Questo Ebreo giudeo naso adunco ha come sottotitolo Tutto quello che c’è da sapere sugli ebrei ma non avete mai osato chiedere. Il quesito fondamentale a cui, con molta ironia, il giornalista prova a rispondere è: cosa significa essere ebreo? In primo luogo significa essere uno e tanti. Dietro un singolo si cela un popolo. E un popolo ha problemi molto più importanti di un singolo individuo. Si parte dalla fuga dall’Egitto, il deserto, la diaspora, le persecuzioni secolari per arrivare all’antisemitismo e alle guerre, anche le più recenti. Il giornalista quindi, assieme al contributo di un rabbino con cui dialoga, analizza gli episodi più importanti della Torah, per scoprire che l’umanità non è cambiata poi tanto. Il tutto spiegato con un’ironia e un’irriverenza che sono la cifra caratteristica di Parenzo, come Luca Bizzarri gli riconosce nella postfazione del libro, invidiandogli “(...) la sua grande abilità nel fare incazzare le persone”. Impreziosisce il volume anche la prefazione di Umberto Galimberti.