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Ecopessimismo – Sentieri nell’Antropocene futuro

ecopessimismo

Antropocene è il termine con il quale si identifica l’era geologica attuale, caratterizzata da una massiccia attività umana. Ma potrebbe esservi anche un’altra definizione: Antropocene, infatti, potrebbe descrivere quella sindrome che ha colpito il genere umano che fa sì che Homo sapiens non solo abbia espulso la “natura” dal proprio quadro cognitivo, ma abbia anche creduto di poterla governare attraverso costrutti tecnologici e culturali. Supporre di avere la possibilità di intervenire in qualsiasi ambito in funzione del fatto che ogni fenomeno è costituito da una commistione di elementi naturali e culturali presuppone che l’uomo sia sempre esistito, ma in realtà è solo l’estrema invasività della specie umana a creare l’illusione di una sua presenza senza inizio e senza fine. Come dimostrano i cambiamenti climatici, quanto rimosso dalla propria percezione sta tornando (anche se in realtà non se ne era mai andato), presentandosi come un elemento di disturbo della propria routine e quindi da riportare all’interno di confini ben definiti. Ma come controllare ciò che è intrinsecamente indomabile? Un primo passo potrebbe essere accettare che è la natura, nei suoi aspetti più “selvatici”, la protagonista sul palcoscenico della Terra e all’uomo è destinata solo una breve apparizione, che non è neppure un cameo…

Come espresso direttamente dall’autore, scrittore e ricercatore indipendente, la finalità di questo saggio è consentire all’Io di intravedere la cornice dentro la quale si manifesta il mondo futuro, incombente ma mai pienamente compiuto. E per far intendere all’uomo ciò che lo sovrasta e di cui non ha i mezzi per intuirne i confini, l’autore fa propri diversi strumenti espressivi, dalle speculazioni filosofiche al racconto, dal reportage alla confessione personale. Ne consegue come anche la lettura del saggio attraversi fasi differenti, dai passaggi più complessi intrisi di prove e controprove scientifiche e filosofiche, a quelli più approcciabili, ma non meno ricchi, dei racconti e degli esempi. Il linguaggio, pur cercando di rendere lineare un’esposizione dai molteplici sviluppi, è sempre carico di aggettivi che, se in un primo momento possono lasciare straniti, obbligano ad allargare la visuale e associare alla realtà delle nuove qualità. Lettura probabilmente più godibile masticando un po’ di filosofia, ha il pregio di richiedere quello sforzo in più utile ad affrontare il tema del mondo che sarà da un punto di vista pratico e teorico al tempo stesso, senza nascondersi e senza far ricadere le responsabilità unicamente su chi ci ha preceduti.