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Eddy il santo

Eddy il santo
Eddy ha lo sguardo un po’ ottuso, tra l'amichevole e il conciliante. Ha già superato la quarantina e suona nei Lover's Rock, che a Berlino sono abbastanza in voga. Non ha l'aria del balordo, ma è un truffatore di quelli bravi, con un talento spiccato. Eddy sta ora tornando a casa in metropolitana al quartiere Kreutzberg. Nel giro di un'ora, con una Visa che ha appena rubato, si è comprato tre orologi IWC Portofino, un anello con rubino, tre vestaglie di cachemire, tre macchine fotografiche Canon, due servizi da dodici di posate d'argento, due scatole di sigari Cohiba Esplendidos e perfino due spazzolini da denti, di quelli elettrici. Il tutto per la bellezza di dodicimila euro. A parte gli spazzolini, Eddy pensa proprio di portare tutta la merce quella sera stessa al suo ricettatore, il signor Schulz, nella Pestalozzistraße. Dovreste vederlo il retrobottega del  negozio di vecchie bambole e giocattoli in latta di Schulz... Lì, in quel buco, si possono trovare beni di lusso di tutti i tipi e, se la merce sarà venduta Eddy si prenderà il sessanta percento del prezzo pagato dal cliente. Eddy si mangia con gli occhi le due borse di pelle da milleduecento euro che ha ai propri piedi. Con quello che dovrebbe ricavare dalla vendita di tutta quella roba, più i tremila euro in contanti che ha trovato nel portafogli rubato, l'incasso di questa stratosferica giornata dovrebbe ammontare a più o meno diecimila euro. Eddy calcola così, su due piedi, che sono duemilacinquecento euro al mese per quattro mesi, un vero stipendio. Oppure duemila al mese per cinque mesi. Se poi riesce ad aggiungerci un paio di trucchi del cieco o di estorsioni a frequentatori di sex shop, Eddy potrebbe tirare avanti anche per sei mesi. Sei mesi in cui non avrebbe avuto bisogno di lavorare e si sarebbe potuto concentrare solo sulla musica. Oppure farsi una vacanza. Non in qualche luogo di villeggiatura mondano dove abbordare ricche signore sposate in preda alla noia, ma in un paesino sperduto, su un'isola oppure in riva a un lago. Nessun turista, solo gente del posto e un bel ristorante. Nuotare, passeggiare, suonare la chitarra e finalmente ricominciare a comporre sul serio...
Grazie al suo stile leggero e frizzante, Jacob Arjouni mette in scena una storia arguta e divertente che si legge tutta d’un fiato. Una storia di uno strano antieroe, un estroverso e affascinante musicista-truffatore che vive due vite rimanendo fedele, nonostante tutto, ai propri sogni di adolescente. Arjouni è uno scrittore di satira intelligente dallo stile ironico ai limiti del surreale e con Eddy il santo ha voluto anche prendere di mira un certo capitalismo troppo spesso condizionato dalla vigliacca arroganza del potere. Un quadro molto vivido, senza trucchi, della Berlino di oggi.