Salta al contenuto principale

Eden

eden

Al funerale della sorella Silvia, Giulia non sta ascoltando il prete. È impegnata a nascondere al compagno Davide l’ennesima ferita che si è procurata, questa volta, nel bagno dell’autogrill, durante il viaggio verso Bologna. Fra i presenti, quasi tutti anziani, ci sono i colleghi dell’università e due uomini di non più di trentacinque anni, seduti sulla prima panca — quella che dovrebbe occupare lei. Il più alto dei due l’ha turbata per la sua bellezza e per l’atteggiamento spavaldo. Alle sue spalle, invece, il rettore dell’università, che prima dell’inizio della funzione le ha chiesto, mettendola a disagio, di tenere un seminario, “In memoria di Silvia”. Al termine della cerimonia funebre, pressato dalle domande di Davide, l’ispettore conferma che non ci sono altre piste da seguire a parte quella del suicidio. Due amiche, Elisa e Karima, hanno confermato che Silvia soffriva di una forte depressione e che era in cura da uno psichiatra. Negli ultimi tempi stava restaurando alcuni quadri nella villa di un professore universitario, Gabriele Giordani, seduto in prima fila con l’amico Andrea Lorenzi. A Giulia non resta che ritirare gli effetti personali di Silvia e il dossier delle indagini. È convinta che sua sorella non si sia uccisa e la busta bianca che il giorno successivo le viene recapitata - contenente molti fogli riempiti dalla calligrafia fitta e minuta di Silvia che dice di volersi liberare di un peso - non fa che confermare questa sensazione…

Sara Bilotti, la scrittrice di origine napoletana che ha conquistato i lettori anni fa con una trilogia “erotica” ma è successivamente passata con successo al thriller psicologico - un genere che sfugge a ogni rigida classificazione - conferma qui il suo talento. La protagonista, Giulia, è divisa tra il disperato tentativo di indagare sulla morte della sorella e la storia d’amore con un uomo perverso, manipolatore e narcisista. Per cercare di capire che cosa è veramente successo, Giulia si traferisce a Bologna dove conosce i colleghi d’università di Silvia, in particolare Gabriele Giordani, professore di Estetica dai metodi poco ortodossi, che non ha mai nascosto la sua avversione per un certo tipo di arte. Giordani, che vive in una grande villa, l’Eden, con l’amico Andrea Lorenzi, pittore e mercante d’arte, e la sorella Laura, aveva proposto a Silvia di restaurare due preziosi dipinti — forse dei Caravaggio —, trascinandola in una spirale di violenza e di sofferenza che ha radici lontane nel tempo: i tre hanno condiviso infatti esperienze infantili traumatiche nell’orfanotrofio Santa Margherita, a Montici, a Pian dei Giullari e ora vogliono giustizia, anche se forse un risarcimento non potrà mai esistere. Il passato di Gabriele, segnato da una brutale vicenda di pedopornografia che non si è ancora conclusa, e quello di Giulia, che ha vissuto in una famiglia disfunzionale, viene ricostruito attraverso ricordi e flashback che descrivono la lenta discesa agli inferi dei protagonisti. Alla fine di un labirinto fatto di misteri, ossessioni, segreti, sottili manipolazioni, abusi e traumi infantili, dove amore, rabbia e frustrazione, attrazione, odio e repulsione, desiderio e disprezzo, bellezza e orrore posso convivere, Giulia cercherà di ricostruire la verità e trovare così un barlume di speranza per il proprio futuro.