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Edenya

edenya

Edenya è il regno della pace e della quiete, un angolo di vero paradiso dove risiedono gli angeli: un luogo magico a metà tra medievale e moderno, governato da otto Serafini, chiamati Imperatori. Non tutto, però, è come sembra perché in Edenya regnano anche la crudeltà e la sete di potere dovuta al governo della perfida Nelka’el, somma imperatrice degli angeli. Oltre ai Serafini, ci sono anche i Cherubini che tramandano il blasone di generazione in generazione e poi gli Arcangeli, che vengono spediti sulla Terra, tra gli umani, per “trasmigrare” quelle anime che dimostrano bontà e purezza, e perciò meritano di vivere a Edenya. La storia di Angelica parte proprio da qui: pur essendo un arcangelo commette un peccato imperdonabile, ossia innamorarsi di un essere umano, Christian, e rimanere anche incinta quando è risaputo che la procreazione tra umani e angeli è un vero e proprio abominio. “[…] molti dicono che nel cuore risiede la nostra essenza, ma il cuore è solo un motore, un muscolo. È nel cervello che risiede tutto quello che siamo. I nostri ricordi, le nostre paure, i nostri più intimi sentimenti e il nostro lato più oscuro”. Il giorno del parto Angelica e Christian sono costretti a scappare in un monastero perché inseguiti da tre angeli crudeli, Adam, Eloi ed Erben: Angelica viene salvata mentre il compagno e la neonata vengono portati al lago dell’oblio e inchiodati ad una bara dove almeno apparentemente trovano la morte. Anche Angelica allora, dopo essersi connessa mentalmente ad Adam e averlo perdonato, si suicida… Tredici anni dopo gli eventi, la vita di una ragazzina molto problematica, Clara, protetta da un misterioso benefattore e da uno psicologo chiamato da lei Profsky, sembra prendere una piega inaspettata grazie all’amicizia con una bambina dal passato misterioso, Anna…

Questo è il primo romanzo della Trilogia dell’anima di Laura Rizzoglio. L’autrice, da semplice impiegata laureata in lingue, si è inventata appassionata scrittrice prediligendo le atmosfere fantasy ma in maniera del tutto originale, tralasciando i soliti stereotipi e optando per una storia di angeli e umani. Già sentita anche questa? Sì, ma qui Cherubini, Serafini e Arcangeli non sono esseri impeccabili per bontà e purezza ma, anzi, sono immersi negli stessi chiaroscuri di noi umani. Gli angeli di Edenya non sono del tutto buoni ma nemmeno del tutto cattivi: sono semplicemente il frutto del loro passato, degli eventi che li hanno segnati che, molte volte, li obbligano ad optare per azioni negative, spesso non semplici e che li spingono, poi, a cercare una vera e propria redenzione. La trama del primo volume della trilogia dell’anima è alquanto intricata e sebbene i colpi di scena non siano molti e rimangano comunque tutto sommato prevedibili, prevale in ogni caso la voglia di continuare a leggere e di scoprire almeno come reagiranno i vari personaggi agli eventi, cosa produrrà in loro lo svolgersi dell’intreccio. Nel complesso, in Edenya trionfano i buoni sentimenti, l’importanza dei legami familiari, dell’amore e del Bene ma, almeno, manca totalmente una vera dicotomia tra giusto e sbagliato; il messaggio finale, quindi, è molto importante: si può anche semplicemente diventare cattivi.