Che scienza e società siano, oggi più che mai, legate è un dato di fatto. Tra i leganti della complessa relazione, l’energia gioca un ruolo fondamentale. Per cominciare ad analizzare questo nodo è utile pensare al numero 10.000, pensarci per tre volte. 10.000 sono gli anni nei quali i Sapiens hanno goduto di una stabilità climatica unica nella storia del pianeta: con una temperatura media di circa 14 gradi, senza importanti oscillazioni, sono nate l’agricoltura e le prime comunità. 10.000 ha anche a fare con la frazione di CO₂ (anidride carbonica) presente nell’aria che, appunto per cento secoli, è rimasta stabile per poi aumentare solo negli ultimi due secoli, determinando l’inizio del surriscaldamento e previsioni disastrose per il futuro. 10.000 è un numero che chiarisce anche il rapporto tra Terra e Sole: riceviamo infatti energia pulita e gratuita dalla nostra stella diecimila volte più del necessario - sebbene solo una frazione minuscola sia attualmente utilizzabile e utilizzata. Se il geniale fisico Feynman affermava, con il suo stile provocatorio ma concreto, che non abbiamo la più pallida idea di cosa sia l’energia, qualcosa di vero c’è. Impalpabile eppure multiforme, positiva o negativa, può manifestarsi come elettrica, magnetica, gravitazionale, quantizzata. Una definizione sostanziale, una sintesi, si può trovare nel rapporto con l’uomo e in particolare con l’uomo creatore, soprattutto nell’era industriale digitale: l’energia è “una misura del cambiamento: è ciò che permette alle cose di accadere, è il carburante di ogni movimento, di ogni lampo di luce e di ogni trasformazione attorno a noi”. E, sul piano scientifica, il cosmo stesso, sarebbe “un immenso viaggio dell’energia”…

“Capire cos’è l’energia, come si trasforma e conserva è utile per orientarsi nel mondo attuale, per comprendere come si passi dall’economia all’astrofisica, dall’industria alla bolletta della luce o del gas, dalla scelta dell’automobile alla progettazione di un’abitazione sostenibile, dalla fisiologia alla nutrizione. Conoscere per scegliere, per decidere cosa è meglio fare a livello di comunità, di società, di nazione. Per valutare strategie e decisioni politiche”. Nel prologo, Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Trento, esperto di fisica spaziale e astroparticellare e autore di esperimenti innovativi sulla ricerca della materia oscura e dell’antimateria, anticipa i temi e la necessità di un saggio sull’energia. Non è il suo primo libro: dopo La prima alba del cosmo e L’alfabeto della natura, lo scienziato vira sulla fisica applicata, ragionando con ordine su cosa sia l’energia, anche nei suoi aspetti più nascosti. Compie, poi, un viaggio dal Big Bang all’Antropocene, miliardi di anni scanditi dalla scoperta del fuoco come dalle rivoluzioni novecentesche intorno all’atomica. Infine, propone al lettore le questioni sociali più attuali, con le guerre che incombono, per approdare alla soglia del futuro con le sue fondamentali sfide energetiche. Si tratta, come sintetizza il sottotitolo, di una lunga “storia di creazione e distruzione”. La dichiarazione può sembrare paradossale, visto che chiunque a scuola ha imparato che l’energia non si crea e non si distrugge; senza il pronome riflessivo, invece, il senso è netto e merita attenzione. Crisi climatica, carenza di risorse, geopolitica, capitalismo sono solo alcune delle prossime sfide, intrecciate tra loro, e la fisica dell’energia conta sempre qualcosa. Energia ha inoltre vinto i premi De Sanctis 2026 per la saggistica, Green Book, dedicato ai temi ambientalisti, ed è stato finalista al premio Galileo, specifico per la divulgazione scientifica.