Salta al contenuto principale

Entroterra

Entroterra

Nora sa che le stranezze di suo figlio Toby, compresa la convinzione ferrea che una creatura mostruosa si aggiri intorno a casa loro dipendono da una brutta caduta da cavallo. Il bambino pare non essersi mai ripreso ma Nora non ha nessuna intenzione di alimentare le sue teorie. Ad Amargo, in Arizona, non c’è un goccio d’acqua e questa è la maggiore preoccupazione della donna. Sicuramente è anche infastidita dalla tensione politica che sta montando, con lo scontro tra città rivali per il ruolo di guida politica della contea. La tensione travolge anche suo marito, uomo onesto e mite, direttore del quotidiano locale, cui l’energica Nora rinfaccia di non prendere apertamente la difesa della loro città in questo agone politico. Anche l’uomo, però, è attanagliato dalla spaventosa siccità: i bacini tradizionali sono asciutti e l’approvvigionamento richiede di allontanarsi da casa per qualche giorno. Intanto, un gruppo di cammellieri immigrati si avventura per gli States, con l’ordine di consegnare all’esercito americano un bel numero di cammelli. Programmati dalla natura per sopravvivere alla siccità, questi animali sembrano la soluzione alle terribili guerre condotte sugli ampi suoli desertici americani. Gli uomini che curano e conducono questa strana mandria sono loro stessi un miscuglio di provenienze diverse, con storie anche pesanti sulle spalle, come un certo Lurie Mattie ricercato per aver ammazzato un uomo a pugni. Oltre a una taglia sulla propria testa, Lurie deve anche convivere con le voci dei fantasmi di persone morte...

L’Arizona della fine del XIX secolo non ha nulla di avventuroso né di poetico: è diabolicamente caldo e insopportabilmente arido, poco sicuro e politicamente instabile. È questo scenario torrido a fare da sfondo alle vicende parallele di due nuclei opposti in tutto, provenienza geografica, stile di vita, valori, destinati apparentemente a non doversi mai incontrare. Eppure, man mano che la narrazione procede, piccoli indizi sapientemente disseminati lasciano intuire al lettore che in qualche modo questi due universi debbano almeno sfiorarsi, anche se per molte pagine sembra impossibile immaginare come. Un Far West diverso, quello descritto in queste pagine che procedono lentamente (forse troppo, unica pecca del romanzo) verso il mirabolante finale. L’autrice, pioniera contemporanea, porta nel cuore quell’immagine quasi mitica del West, terra di conquiste e libertà. Arrivata negli States dall’Europa balcanica poco più che ragazzina, può finalmente confrontare il proprio sogno con la realtà. Ed è subito amore. Così, accoglie la seduzione di una vicenda storica “minore”, l’esperimento fallito di utilizzare i cammelli nell’esercito a stelle e strisce, per dare vita al proprio Far West, popolato non di pistoleri ma di visioni, fantasmi, spiritualità. Una rilettura molto originale di un mito quasi abusato, trattato in maniera più personale e intima, intrecciando vicende familiari (il filone rappresentato da Nora e la sua famiglia) ad altre rocambolesche (la vita di Mattie Lurie, fuggiasco senza patria). Un romanzo intenso, ben giocato sull’alternanza delle due storie, una lettura piena di fascino per rivivere un mito in maniera nuova.