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Esercizi di fiducia

Esercizi di fiducia

Sarah e David frequentano la Citywide Academy for the Performing Arts, anche detta CAPA, la principale scuola di arti sceniche di Los Angeles e dintorni. È già da un anno che si conoscono, ma solo l’estate del 1982, non ancora sedicenni, i due cominciano a frequentarsi sul serio. Si erano toccati durante un esercizio di fiducia del professor Kingsley: a teatro, al buio, avevano trovato e scoperto i rispettivi corpi. Peccato che poi, tornati a scuola, tutto sia diventato difficile: le amicizie, affievolite durante l’estate; l’amore, che non si sa se nascondere o esibire, e si finisce per perdere per un’incomprensione; i sogni, che tardano a realizzarsi con la rivelazione di doti fuori dalla norma. Ma quel che risulta più difficile a Sarah è essere onesta con se stessa. È materia del professor Kingsley, un insegnante amato da tutti e molto vicino ai suoi studenti, soprattutto ai casi più critici, come è quell’anno Sarah. Lui cerca di insegnare loro a rivendicare le proprie emozioni, per essere bravi attori. È un processo difficile, che può durare una vita. Quindici anni dopo Sarah ripensa ancora a quegli anni alla CAPA e ne ha fatto un libro. Ora, fuori la libreria dove è andata a presentarlo, c’è Karen, una sua vecchia compagna che sa che non è andata proprio come è scritto nel romanzo. Di quegli anni descritti così bene, è rimasto fuori qualcosa che forse valeva la pena raccontare, emozioni da rivendicare. Lo devono al professor Kingsley…

Il libro, vincitore del National Book Award nel 2019, è il primo tradotto in Italia della scrittrice Susan Choi. Ha un impianto nuovo, sperimentale. Si divide principalmente in tre parti, tutte intitolate Esercizi di fiducia, in cui continuamente viene ribaltata l’esperienza di lettura fino a quel momento fatta e si deve rimettere tutto in discussione. Nella prima parte ci abituiamo a un narratore esterno, che ci racconta con la distante partecipazione di una voce fuori campo i dubbi e le speranze di Sarah, David e gli altri adolescenti della CAPA. Poi la terza persona comincia ad alternarsi alla prima, il passato al presente. I ricordi di due donne, che hanno condiviso le stesse esperienze, si sovrappongono e vanno a comporre un quadro che però è difficile far coincidere, perché ognuno ha la propria versione dei fatti. Per di più se i fatti sono lontani nel passato, se allora si era ingenui, in cerca di approvazione e mancava una percezione precisa delle cose. È difficile allora sapere che quadro ricostruirà la memoria con i frammenti rimasti, quanto sarà veritiero o parziale. Esercizi di fiducia è un libro a più voci in cui i personaggi continuano a gravitare attorno al loro passato tra nostalgia e trauma, rivelando le emozioni e i dubbi che si hanno a quindici anni, il bisogno di essere riconosciuti dagli adulti cui ci si affida. Cosa che a volte può costituire anche un rischio. E non è detto che crescendo, pur smettendo di vivere tutto troppo intensamente, ci si potrà salvare dai dolori procuratici dalle persone di cui ci si fidava di più.