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Estate nera

estatenera

È convinto che la femmina altro non sia che un essere debole, detentore di un potere che non sa controllare: quello di produrre feromoni che disorientano e destabilizzano il maschio. Il potere a volte è del tutto inconsapevole, mentre in altre circostanze è esercitato in modo senziente. Come nel caso di Deborah Barbieri. La ragazza ha diciassette anni e ama essere la prima della classe. Esibisce scollature provocanti e short inguinali forse convinta che, poiché lui è l’insegnante di latino e greco, non sia in possesso di una libido. D’altra parte anche la moglie pensa a lui come a un integerrimo professore. Lei no, lei è impegnata: sempre in giro per il mondo convinta che il suo operato possa salvare il mondo. Anche ora, per esempio, è partita per l’Australia – Sidney, forse – per assistere auna conferenza sui disastri ambientali e il clima. Quattro giorni in cui lui, per fortuna, può godersi la solitudine e i suoi privilegi. Il campanello di casa suona. È Deborah. Ma come ha fatto a scoprire dove abita? Forse lo ha seguito: d’altra parte lui è abitudinario nella sua routine quotidiana. La fa entrare in casa: meglio che nessuno nel condominio veda lì, ferma sulla scala, la sua amante minorenne… Per capire appieno la sua storia, bisogna andare un po’ indietro e partire da suo padre. Sì: sente ancora in testa il suono della sua voce e, soprattutto, delle sue raccomandazioni. Parole che rimbalzano come biglie: i suoi sacrifici per farla studiare, perché la figlia possa arrivare dove lui non ha mai pensato di arrivare. Una predica dietro l’altra. Ma mica gliel’ha chiesto lei di ammazzarsi di fatica! A lei manco interessava studiare. Lei l’avrebbe proprio mollata la scuola, e avrebbe cominciato a pensare a qualcos’altro da fare. Ma lui no, ha continuato a insistere, ancora e ancora. Ecco che a lei si è insinuato in testa, a poco a poco, il desiderio che lui morisse e la finisse una volta per tutte con quella lagna. Far fuori suo padre è stato l’inizio. Poi è arrivata la consapevolezza che anche Dominique dovesse morire… Prende il vaporetto in una mattina di marzo. La stanchezza le impedisce di continuare a camminare. E poi ci sono troppi turisti. Ha bisogno di tranquillità e di un po’ di pace. Ecco perché decide di recarsi all’isola di San Michele, al cimitero…

Le due parole che compongono il titolo di questa raccolta – curata da Paolo Panzacchi – paiono antitetiche. L’estate evoca luce, colori accesi e atmosfere leggere; l’aggettivo “nera” al contrario richiama un’atmosfera cupa e piuttosto claustrofobica. Panzacchi stesso, nella prefazione al testo, spiega la ragione dell’abbinamento. Racconta che in estate, quando le città si svuotano e chi quotidianamente le abita sembra essersi eclissato, “spesso accadono cose misteriose. In questa atmosfera particolare si ha voglia di incontrare storie che possano scavarci dentro, straniarci, inchiodarci al muro con la loro forza e inquietudine”. Ed è proprio l’inquietudine uno dei sentimenti che più risalta durante la lettura di questi racconti che non riguardano, come si potrebbe pensare, esclusivamente indagini o gialli, ma sono caratterizzati, più in generale, da un’atmosfera noir che li avviluppa, includendo anche il lettore, che rimane rapito da intrecci perfettamente costruiti, in cui l’elemento dissonante, l’incidente scatenante che destruttura l’ordine costituito è sempre qualcosa di piccolo e apparentemente insignificante che inchioda protagonisti e lettori e li destabilizza. Ogni racconto dell’antologia è un viaggio all’interno di un’anima, ora lucida e ora inquieta; uno scandagliare un abisso nel quale si sono depositati rancori, desideri irrealizzati, sogni infranti, rapporti guasti, ferite mai cicatrizzate e ora cariche di pus. Un viaggio nel pozzo nero della mente, capace ogni volta di dar vita a un’atmosfera cupa e claustrofobica, nella quale il lettore si trova immerso completamente, un brivido a percorrergli la schiena e il desiderio di saperne di più a dominarlo. Diversi gli autori chiamati a portare il loro contributo all’antologia. È di nuovo Panzacchi a motivare le sue scelte: “Ho cercato di racchiudere in questo volume grandi nomi della letteratura di genere, voci nuove e anche qualche outsider”. Una lettura nata per raffreddare le roventi serate estive, ma decisamente adatta anche alle notti invernali, trascorse magari al chiarore del fuoco di un camino, in compagnia di un drink corroborante e di pagine di buona letteratura.