Salta al contenuto principale

Ester – All’ombra del fiume

esterombrafiume

Cervignano dei Friuli, estate 1991. Michele è un professore che ha perduto molte delle sue sicurezze e se non fosse per un matrimonio con una donna che lo ama e che lo tiene ancorato alla realtà forse si smarrirebbe per sempre dentro alle parole di un libro scritto che ha solo sfiorato il successo. Walter, detto Tartaglia, un tempo era un ragazzo pieno di paure che sono cresciute assieme al suo corpo ora adulto. Non se ne sono mai andate e, come edera rampicante, si sono fortificate negli anni. Gabriele è un uomo sicuro di sé, l’arroganza e la strafottenza sono le sue armi che sbandiera sotto al sole e che punta crudelmente verso i due amici d’infanzia. Tre uomini diversi, accomunati però dall’essere nati in una cittadina della bassa friulana, cresciuti assieme sulle sponde del fiume Ausa, confine orientale di Cervignano e meta dei loro incontri. E se la vita li ha separati com’è normale che sia, tre lettere recapitate da un misterioso mittente li costringono a incontrarsi di nuovo. Un messaggio che sembra arrivare dal passato, celato dentro parole oscure, taglienti, persino sprezzanti ma il cui scopo appare chiaro: ritrovare Ester. Quello che si prospetta non è però un semplice viaggio sulle orme di un passato che nessuno dei tre vorrebbe ricordare. Cercare Ester significa anche aprire armadi pieni di scheletri, guardare i mostri che ancora vivono sotto ai letti, rispolverare vecchie paure che si speravano dimenticate, sconfinando anche in un territorio dove la guerra non è solo una notizia riportata sui giornali ma un rischio vero e che li aspetta appena oltre il confine jugoslavo…

Tre autori per altrettanti personaggi impegnati ad affrontare tre percorsi che dentro a un labirinto si intersecano inseguendo e inseguendosi nella disperata corsa verso il centro, inconsapevoli, o forse no, che alla fine e al centro del labirinto troveranno ad attenderli un mostro. Un mostro con quali fattezze? Non possiamo dirlo, poiché potrebbe rivelarsi anche in fattezze non per forza spaventose. Di certo la domanda, la prima a cui le altre che seguiranno sono incatenate, si pone sin dall’inizio: chi è Ester? La risposta non è naturalmente semplice ed è affidata al tempo e non solo a quello. Per scoprirlo, ci si deve accodare al viaggio dei tre protagonisti, anch’essi confusi sull’identità di Ester, anch’essi soggiogati da una metamorfosi che li plasma con dolore durante la ricerca. Si potrebbe dire che questo romanzo corale sia un esperimento al quale si sono prestati i tre autori, due dei quali (David Ballamiut e Ivan Zampar) già affiatati da una precedente collaborazione nel romanzo La follia dell’altrove uscito per la Voras Edizioni nel 2011 e ai quali si è affiancato Fabio Morsut, già autore di racconti e qui al suo primo romanzo. Potremmo azzardare, per i più curiosi, un accostamento: Ester è una sirena, non molto diversa da quelle di Ulisse. Tentatrice, ammaliatrice, dalla quale però si preferisce stare alla larga. Una bellezza a doppio taglio, insomma. Dice bene Mauro Travanut nella postazione che accompagna il romanzo: questo romanzo è un gioco da non sottovalutare perché “a coscienze divaricanti; in altri termini, stretti nello stesso perimetro, ciascun autore consuma viaggi del tutto personali (così come i personaggi, ndr), lasciando poi al lettore il compito di immaginare la complessità dei singoli sviluppi individuali”. Infine, Ester, chiunque essa sia, va non solo cercata ma anche desiderata.