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Eva Luna racconta

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Belisa Crepuscolario è solita girare per le piazze vendendo parole. Lettere, messaggi, parole fortunate per qualche pesos sono date in mano a chi ne ha bisogno. Belisa si innamora delle parole il giorno in cui un colpo di vento posa ai suoi piedi un foglio di giornale. Quelle zampette di mosca sulla pagina, a detta di un uomo che sta lavando il suo cavallo, raccontano l’impresa del pugile Fulgencio Barba che ha messo KO al terzo round l’avversario Negro Tiznao. Lei intuisce che può farne commercio e l’alternativa al fare la domestica o prostituirsi le sembra interessante... Per Elena Mejìas, che vive nella pensioncina che la madre gestisce e che lei aiuta a portare avanti quando è libera dagli impegni scolastici, tutto comincia con l’arrivo di Juan José Bernal, altrimenti detto “l’Usignolo” che rappresenta il cliente tipo che la madre rifugge: artista, senza una lira, sfruttatore e pieno di esigenze. Elena inizialmente lo detesta, ma poi l’uomo diventa il suo pensiero fisso, soprattutto dopo che lo scopre a letto con sua madre... Clarisa si sposa con un giudice, con il benestare della famiglia che si aspetta per lei un futuro roseo. Invece l’uomo, alla nascita del secondo figlio, anch’egli disabile, lascia l’incarico e si rinchiude in una stanza della loro abitazione da cui non esce più, comunicando con la moglie attraverso dei biglietti scritti e alcuni colpi alla porta: tre per rispondere “No” e due per il “Sì”. Esce di lì, o meglio apre la porta, solo per mettere fuori la bacinella e per prendere il cibo che la moglie gli lascia...

Sono tutte donne le protagoniste dei racconti di Isabelle Allende: donne diverse dalle altre, con doni speciali, forti, spesso caritatevoli, con storie tristi alle spalle o con vissuti che persistono nella povertà e nelle carenze, comprese quelle di felicità, ma tutte con la capacità di ribellarsi al destino che sembra pronto per loro. Almeno, ci provano! Trovano sempre un’alternativa, una via d’uscita, un’occasione per ribaltare quello che sembra essere scritto per le loro vite e, quando non ci riescono, sono animate solo dalla vendetta. Degli oltre venti racconti del libro – nei quali la situazione di partenza viene sempre descritta a tinte forti, come possono essere quelle della passione, della violenza, della miseria, degli eventi della vita più forti e inimmaginabili, della crudeltà, a volte soltanto del sole torrido - non tutti sono storie, alcune sono appena frammenti di tragicità, ma molti sono piuttosto piccoli romanzi in senso compiuto, che mantengono salde le prerogative di tutto il libro. In questa raccolta, che segue di cinque anni il volume Eva Luna, è proprio il personaggio del celebre libro precedente a fungere da cantastorie per il suo amato e per tutti noi lettori. Ma (perché c’è un ma) alla lunga le storie sono troppo, troppe e fanno risultare il libro a tratti pesante. Sono sempre i poveri a non farcela, mentre i ricchi e i furbi superano alla grande gli ostacoli. Forse a parte gli scenari che cambiano, alla base ci sono le stesse angherie, le stesse difficoltà, gli stessi soprusi, le stesse vie d’uscita, in un susseguirsi di fatalità.