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Extra Life

Extra Life

È il 31 agosto 1869 e l’aristocratica irlandese Mary Ward, impegnata in astronomia e nello studio dei microbi al microscopio, viaggia a bordo di un ingombrante veicolo sperimentale a vapore costruito dai figli di suo cugino. La velocità massima raggiungibile dal trabiccolo è di sole dieci miglia orarie, eppure basta una curva a gomito per sbalzare la passeggera fuori dall’abitacolo. In un lampo il suo collo è schiacciato dalle ruote posteriori; pochi minuti dopo è già morta. Si inaugura così una nuova categoria di avvenimenti fatali: morte da incidente stradale. Molti anni dopo, negli anni Quaranta, dopo essere rimasto illeso in una spericolata manovra aerea e in uno scontro automobilistico, Hugh Dehaven pubblicò uno studio dettagliato su incidenti simili e poco tempo dopo in Svezia la Volvo inaugurò nelle sue auto le cinture di sicurezza a tre punti, un brevetto (gratuito) che salva ancora innumerevoli vite… Secondo alcune fonti storiche, la prima campagna di vaccinazione contro il vaiolo risalirebbe a migliaia di anni fa, quando nel subcontinente indiano un eremita taoista “importa” dalla Cina la pratica di esporre i bambini sani a una forma meno violenta del morbo. I bimbi sono stati le vittime predilette del virus Variola minor da sempre; e si ricordano morti celebri anche tra i grandi della Storia nel corso di devastanti epidemie. Fra “conflitto e convivenza”, l’ultimo contagio di vaiolo risale ormai al 1975, in Bangladesh: la sconfitta racconta una storia di innovazioni, come l’introduzione dell’ago biforcato per somministrare il vaccino con efficacia, e di lotte contro la “resistenza ideologica” ai trattamenti preventivi…

Per raccontare cosa è accaduto agli esseri umani, all’intero pianeta, negli ultimi quattro secoli, sono sufficienti una manciata di grafici. In una linea continuamente in ascesa, con poche e brevi svirgolettate in giù, è registrata l’aspettativa di vita alla nascita. Quanti anni aveva davanti a sé un bimbo nato nel Regno Unito nei primi anni del 1600? Poco più di trenta. Chi nasce oggi può contare, in media, su quasi mezzo secolo di vita in più. Sono circa ventimila giorni: un dono dei “progressi scientifici degli ultimi tre o quattro secoli - il metodo scientifico, le scoperte mediche, le istituzioni sanitarie pubbliche, l’aumento del tenore di vita”. Per approfondire la portata del fatto, aggiungiamo un altro grafico, dove la mortalità infantile della popolazione mondiale è rappresentata nel corso degli ultimi due secoli. Se più del 40% dei nati nel 1800 non riusciva a vivere oltre i 5 anni, nel 2017 quella quota è crollata, non raggiunge il 5%. E significa che si è riusciti a ridurre di più di dieci volte la drammatica esperienza della morte di un figlio, di un fratello, di svariati milioni di bambini. Con due immagini, ecco illustrata la storia della longevità, ovvero di “Come in un secolo abbiamo guadagnato una vita in più”. È il sottotitolo di Extra Life, l’ultimo dei bestseller del giornalista e saggista statunitense Steven Johnson, apprezzato anche da quel lettore molto selettivo che è Barack Obama. Nel corso dei secoli del progresso scientifico, sono state tante le pietre miliari che hanno segnato, con il tempo al posto della distanza, la vita extra. Johnson riassume quelle scoperte in un elenco - lo chiama pantheon - di innovazioni: dalle fognature ai vaccini, dall’anestesia alla refrigerazione, dalla cintura di sicurezza agli antibiotici, passando per la pastorizzazione. Certo, non è così per tutti e ovunque. Le sole statistiche, nella loro rigida obbedienza ai valori medi, non sempre rendono conto delle troppe, pesantissime disuguaglianze (le modalità con le quali è stata affrontata, in diverse parti del mondo, la pandemia di Covid-19 ne è l’esempio più recente). Eppure, l’autore convince invitandoci nel suo corretto ragionamento, arricchito di storie stracolme di fascino nelle quali vince la collaborazione fra menti geniali di buona volontà.