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Fantasmi in biblioteca

Fantasmi in biblioteca
La consultazione dell'arcano volume Psychomachia di Matthaeus Gronodoburgensis in uno scaffale della biblioteca del Magdalene College di Cambridge porta all'inattesa scoperta di alcuni fogli vergati a mano all'inizio del '700: una sorta di febbrile diario nel quale l'autore – uno studente – racconta di aver visto nel giardino del college un fantasma, un uomo avvolto in una veste nera che tiene in mano un oggetto biancastro, e di aver indagato sulla sua identità. La ristrutturazione di un'ala di un edificio di Magdalene Street adiacente all'omonimo college porta al rinvenimento di una bizzarra porta rinforzata da fasce di ferro: già nel 1756, si racconta, Richard Mauleverer, Bye Fellow del College, l'aveva trovata sprangata nell'edificio da lui preso in affitto – luogo nel quale pare si fosse verificato un efferato omicidio - e l'aveva fatta aprire, liberando però una malvagia creatura simile a una scimmia che aveva preso a tormentarlo. Il reverendo Francis Leadbetter, Bursar del Magdalene College nel 1786, uomo integerrimo e dai costumi severi, invita a Cambridge il suo amico Peach per passare qualche giorno, ma l'uomo non arriva mai a destinazione nonostante sia partito regolarmente da casa sua a cavallo: per conoscere l'oscuro fato dell'uomo bisogna indagare sulle tappe del suo viaggio...
Questa antologia di racconti gotici – non tutti infatti a dispetto del titolo hanno ingredienti soprannaturali – apparsi sulle riviste “Magdalene College Magazine” e “Cambridge Reviews” ai primi del '900, spesso sotto pseudonimo. Il prezioso lavoro della curatrice Rosemary Pardoe ci permette di avanzare più che concrete ipotesi sull'identità degli autori (tranne che in un caso), tutti letterati e studiosi legati in qualche modo al complesso mondo accademico di Cambridge. I prestigiosi College che rendono Cambridge celebre in tutto il mondo da molti secoli hanno storie (architettoniche e non) tormentate, ricche di lutti, tragedie, episodi corruschi e perché no, anche di misteri. Riflessi di questo passato affascinante si rinvengono nelle storie raccolte nel volume, tutte giocate sul filo del brivido, certo, ma un brivido affrontato con piglio libresco, da eruditi. Più che adrenalina, acetilcolina.