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Fantasmi cinesi - Racconti del soprannaturale

Fantasmi cinesi - Racconti del soprannaturale

L’onorevole funzionario Guan Yu ha un compito non facile: il Figlio del Cielo, Yongle, della dinastia Ming gli ha ordinato di costruire una campana il cui suono deve sentirsi ad una distanza di cento li (unità di misura variata nel corso dei secoli). Il manufatto deve essere prodotto con ottone, oro e argento e riportare incise alcune sentenze dai libri sacri. Tutti i più rinomati fabbri vengono richiamati da Guan Yu e il lavoro inizia velocemente e con grande attenzione. Eppure per due volte qualcosa non funziona e la campana si rompe, i metalli non si legano, il suono non viene prodotto adeguatamente. Il Figlio del Cielo comincia ad alterarsi e invia una lettera scritta su seta color limone al funzionario, avvisandolo che avrà solo un altro tentativo altrimenti la sua testa verrà falciata...Nella sua diciottesima estate il giovane colto e raffinato Meng Yi viene reclutato dall’alto commissario del governo, il nobile Zhang, come precettore per le proprie figlie. Meng Yi accetta volentieri tale incarico e si trasferisce stabilmente a casa del Signor Zhang. Passano due anni e Meng Yi comincia a provare un senso di nostalgia per la propria famiglia, così chiede al suo padrone di ottenere un permesso per andare a trovare i genitori durante la festa di Huazhao. Una volta avuto il benestare, si incammina verso casa e si gode tranquillamente la natura rigogliosa, l’aria profumata, il canto degli uccellini. D’improvviso, in lontananza, tra le foglie degli alberi di pesco in fiore scorge uno sguardo. Una donna bellissima, ancora più bella dei boccioli fra i quali si nasconde, lo sta osservando e Meng Yi sente subito un forte imbarazzo...

Gli scritti di Lafcadio Hearn, giornalista e scrittore di origine greco-irlandese, sono sempre una certezza. Anche se maggiormente conosciuto per la sua passione per il Giappone - paese nel quale si è rifugiato negli ultimi anni della sua breve vita costruendosi una nuova identità con il nome di Koizumi Yakumo -, in questi sei racconti dimostra ancora una volta la sua abilità di scrittura e un’ampia conoscenza delle fonti e dei temi cari a un certo filone della letteratura cinese. I racconti sono accomunati da una leggera vena soprannaturale anche se, come detto nella prefazione della sinologa Alessandra Pezza, forse non è corretto parlare di “soprannaturale”: nel contesto tradizionale cinese, infatti, la realtà è in sé permeata di elementi “altri”, appartenenti a piani sensibili, sottili, fantastici e non è solo quella materiale e tangibile. Una tradizione che deve essere valorizzata e adeguatamente riconosciuta e che può trovare un’eredità nel fantasy cinese contemporaneo. Lafcadio Hearn scrive questi racconti nel 1887, attingendo a fonti note - specialmente tradotte in francese, dato che la sinologia trova proprio nella Francia di questo periodo il suo territorio più fertile - e le riporta in maniera puntuale a fine libro, insieme ad un interessante glossario che ci permette di conoscere ancora meglio la cultura cinese, dai mostruosi cani di Fo al Xiu fendi, il giorno dei morti cinesi che decorre ai primi di aprile. I racconti sono brevi, divertenti, e grazie alla loro atmosfera sospesa, nebulosa nella quale il lettore è istantaneamente trasportato rappresentano una pausa piacevole dall’ordinaria quotidianità.