Salta al contenuto principale

Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo

Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo

Avvicinare i bambini alla poesia. Come? Attraverso una serie di proposte di attività il cui filo conduttore “è l’intenzione di coltivare nei bambini l’amore e il gusto per la parola poetica. Una parola oggetto, fatta di suoni, d’inchiostro e di lettere da comporre e scomporre. Una parola da dire, disegnare, interrogare in tutte le sue forme e suggestioni”; grazie a forme poetiche quali le filastrocche, le ninne nanne, le conte che, pur nella loro semplicità, contengono due elementi fondamentali della poesia: accostamenti semantici originali, che talvolta appaiono assurdi, e l’oralità (la poesia nasce orale). Ascoltando e ripetendo questi brevi componimenti “il bambino entra in contatto con un buon numero di elementi del linguaggio poetico e lo recepisce in modo naturale e spontaneo”. Esempi di conte / filastrocche della tradizione come “An dan dest / Stile male pest / Stile male pupunest / An dan dest” che suonano “musicali e misteriose”, catturano la curiosità infantile e si imprimono nella memoria, lasciando piccoli semi. Il gioco è sicuramente il metodo più efficace per introdurre i bambini alla poesia. Farli sedere in cerchio, in modo che ognuno veda ognuno, proponendo un suono da ripetere, esagerandone l’articolazione, e suggerire loro di prestare attenzione alle proprie “sensazioni e percezioni” ma anche al volto dei compagni vicini durante l’emissione del suono può essere un’attività ludico/educativa che li introduce, in questo caso, al “mistero” della voce: dove si forma, cosa fanno le labbra e i denti, prima di passare alla lettura del testo...

L’udinese Chiara Carminati è scrittrice di narrativa e poesia per ragazzi, traduttrice e promotrice di incontri di poesia e letture ad alta voce presso scuole e biblioteche. Nel 2012 vince il prestigioso premio Andersen e nel 2016 lo Strega ragazzi. Il testo in analisi si articola come un vero e proprio sussidio didattico: vari sono i suggerimenti, molto chiari e ben descritti, oltreché supportati da spiegazioni pedagogiche, tutti improntati alla forma gioco. Secondo il modello Vygotskij, la presenza di un adulto competente, nella fase di gioco, in quella che lo psicologo russo definisce Zona Prossimale di sviluppo, favorisce un apprendimento armonico e più efficace. I giochi presentati da Carminati per introdurre il bambino alla poesia e prima ancora al piacere dell’uso della parola, soprattutto orale, vedono sempre la presenza di un educatore che spiega il meccanismo e sovrintende allo svolgimento. Si tratta di un percorso graduale e compartimentale: prima si studia la voce, cioè l’emissione del suono, poi si aggiungono i movimenti del corpo e via di seguito fino ad arrivare alla lettura espressiva, l’ultimo step. Libro dedicato a educatori delle scuole dell’infanzia e della primaria, a bibliotecari che amano gli incontri con i bambini per avvicinarli al mondo del libro. Ma una lettura da parte di poeti fatti e finiti non sarebbe tempo sprecato.