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Per fare una famiglia

Per fare una famiglia

Un bambino che si pone tante domande, a proposito della famiglia, ad esempio. Un giorno, uscendo di casa per andare a scuola, si trova, davanti al portone di casa, molte persone, alcune conosciute, altre meno, che parlano tra loro di cosa sia necessario per fare una famiglia. Così il primo pensa che, per fare una famiglia, serva una madre, un padre e una figlia – ed ecco una uccellina uscire dalla porta di casa con i pattini e i suoi genitori affacciati sull’uscio a guardarla. Suo cugino invece pensa che basti un padre e un figlio. La nonna spiega che lei alleva le sue due nipoti. Un tizio ha visto un bambino con due papà, un altro una bambina con il cane e la zia – li vediamo affacciati a due oblò o che rientrano in casa. In un’altra finestra c’è un bambino con due mamme. Suo cugino dice che a volte, per fare una famiglia, basta un nonno, un gatto ed un bambino – anche loro si affacciano da un oblò sulle placide acque di un laghetto. Un professore, invece, ha visto una coppia con un bambino bianco e uno nero. Il paradosso è che ciascuno di loro si sbaglia, ma allo stesso tempo ha ragione...

Una storia scritta in rima che racconta i tanti modi per formare una famiglia e con naturalezza risponde alle curiosità dei bambini e delle bambine. Non esiste un solo tipo di famiglia, tanto meno quella cosiddetta naturale, ma molteplici forme: “per fare una famiglia non servono ricette... parole ed etichette a volte vanno strette – spiega l’autore - ci vuole un po’ d’affetto, la gioia di parlare, l’amore ed il rispetto. È semplice. Mario Pennacchio ha una passione per le filastrocche: il suo primo libro lo scrive di getto, in 15 giorni, in seguito al terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012: spiega ai bambini cosa succede quando c’è un terremoto e vince il Premio Speciale della Giuria al “34° Premio Letteratura Ragazzi Cento”. Poi ci prova gusto e pubblica Il quaderno delle filastrocche. E ora questo Per fare una famiglia, in cui le sue rime danno un tocco di leggerezza a questo delicato tema. Le fantasiose illustrazioni di Richolly Rosazza seguono la storia mostrando i particolari di famiglie composte da bizzarri animaletti: man mano che ci si avvicina alla fine di questa fiaba, si passa dai primi piani alla visione d’insieme e scopriamo che tutte le famiglie abitano in una stramba navicella vivente.