È notte e Marco proprio non riesce a dormire. Si gira e rigira nel letto, ma uno strano rumore continua a svegliarlo: la cosa davvero strana però è che quel rumore sembra provenire dalla sua pancia. Una sensazione strana, mai provata prima, che gli fa sentire al tempo stesso paura e benessere. Durante la giornata gli viene in mente che potrebbe trattarsi solo di fame, quindi meglio provare con un buon gelato, ma niente. Decide così di parlarne con sua madre che, sentendo quelle parole, lo porta subito a fare una visita. La dottoressa però, dopo aver parlato con lui, gli spiega che non esiste una medicina per quello che sente. Da quel momento, farfalle colorate iniziano a volteggiare intorno a lui, leggere e invisibili agli altri, quasi come un sentimento. Solo lui può vederle e soprattutto, sentirle. Marco capisce così di essersi innamorato della splendida bambina con le trecce che frequenta la sua stessa scuola. Ogni volta che la vede infatti, le farfalle appaiono più numerose, più forti, più rumorose e più agitate. Un giorno, giocando a nascondino, Marco si ritrova dietro un cespuglio insieme a lei. La tentazione è così forte da non poter resistere, così si butta, come quando ti lanci da un trampolino troppo alto e non sai esattamente quando atterrerai in acqua. Si sporge verso di lei che, in un balzo improvviso, corre via, portando con sé quelle splendide farfalle…

Farfalle, scritto da Lisa Riccardi, sceneggiatrice e autrice per ragazzi e illustrato da Anna Mosca, illustratrice genovese, è una storia o meglio un diario, sul primo amore e sulle strane sensazioni che lo accompagnano. Tipico, infatti, è il non saper riconoscere quelle emozioni che, per la prima volta, si fanno largo dentro di noi con grande irruenza. Un libro che parla di sentimenti, cambiamenti e la conseguente crescita che essi comportano. Una storia che ci ricorda di quando anche solo vedendo l’oggetto del nostro desiderio avvampavamo in un turbinio di emozioni che non sapevamo spiegarci, tanto belle quanto paurose. Un testo semplice, come le parole di un ragazzino. Le illustrazioni in acrilici e pastelli sono essenziali, ma ricche di colori, alternate tra spot e pagine piene. Tinte per lo più omogenee, senza grandi presenze di ombre, ci riportano alla mente una stampa o anche una cartolina estiva. Le farfalle fungono da richiamo costante alla figura della bambina e soprattutto, ai suoi capelli rossi. Carino il finale che vede capovolgersi la situazione e così altri lepidotteri entrare in scena; come anche il fatto che il primo a notarli sia proprio il gatto della ragazzina, che quasi ammicca verso di lei, come ad aver già colto il cambiamento imminente.