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Fatti i piatti tuoi

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Nella società in cui viviamo, una persona con un corpo magro e conforme mantenuto a cicli di abbuffate e vomito autoindotto è considerata più sana di una persona grassa che si prenda cura di sé e abbia un buon rapporto col cibo e col proprio corpo. La grassofobia ha una storia lunga e molte radici comuni ad altre forme di discriminazione, come quella per lo status sociale o contro le donne. Ora subiamo più che mai la pressione per la forma fisica e avere un corpo grasso è considerato una colpa, un difetto morale da combattere a suon di “diete”. Accetteremmo mai di seguire la posologia di un farmaco antiipertensivo letta su una rivista di moda? No, ma con il marketing attorno alle diete accettiamo proprio la stessa cosa, cioè che sia lo stigma sociale verso corpi non conformi a distorcere la nostra concezione di salute. Studi alla mano, un corpo grasso non è necessariamente un corpo malato, obesità non significa per forza un corpo grasso così come un disturbo alimentare non significa sempre un corpo magro. La salute è uno stato di benessere psicofisico, influenzato da innumerevoli fattori: genetici, ambientali, sociali, culturali. Così come l’alimentazione non può essere ridotta alla mera conta di nutrienti, perché l’essere umano – fisiologicamente e culturalmente – non funziona come una macchina termica. Prendersi cura di sé e della propria salute, quindi, è un percorso personale e delicato, durante il quale a volte possiamo aver bisogno del supporto di un esperto, ma che sicuramente non deve essere distorto dalle pressioni e dallo stigma contro i corpi esteticamente non conformi…

Il titolo di questo saggio ha un doppio senso. Le prime due parti del libro ci invitano a pensare ai piatti nostri, senza pretendere di giudicare quelli degli altri, poiché la salute è una faccenda complessa e riguarda l’intera persona, e non si giudica a uno sguardo. La terza parte invece ci sprona proprio a “farci” i piatti nostri, cioè a cucinare. Le ricette proposte sono semplici e invitanti, divise per stagione e ognuna con un’alternativa vegetale. Edoardo Mocini è medico specialista in Scienze dell’alimentazione, noto sui social network per la sua attività di divulgazione e fondatore del progetto “Medicina inclusiva”. Intende la salute nell’ampio senso di benessere psicofisico, secondo la definizione dell’OMS, e pratica il suo essere medico in senso politicamente orientato, dato che a mettere a rischio la salute delle persone non sono solo gli squilibri o i danni organici, ma anche la discriminazione e lo stigma. E quindi il discorso sulla scienza e sulla salute si intreccia con quello sulla grassofobia, sull’esclusione e la pressione sociale che colpiscono le persone con corpi non conformi. Come ogni divulgatore che si rispetti, Mocini scrive in maniera semplice e puntuale, riuscendo a districare molti dubbi e preconcetti, non solo citando studi scientifici, ma anche argomentando in modo convincente a partire dal senso comune. Questo breve libro è un balsamo per l’anima, coniugando rigore argomentativo e delicatezza, e può riuscire nella sua semplicità ad una grande impresa: fare che sempre più persone considerino la salute come un prendersi cura di sé e degli altri, e non come uno standard da raggiungere a forza di rinunce, pena l’esclusione e il giudizio morale.