Salta al contenuto principale

Favole al telefono

Giuseppe è alle prese con una lepre che deve portare in tavola, per la sorella che si sposa. Il cacciatore però è decisamente sfortunato: pare che il fucile non voglia collaborare. Con la polenta non mangerà niente che non sia una bella arrabbiatura. A Bologna, il palazzo di gelato è la destinazione preferita di tutti i bambini. E, prima che si sciolga, di tutti gli abitanti, grandi e piccini. A dispetto di qualunque mal di pancia. Giovanni è a passeggio ma la sua testa è distratta, tanto da perdere prima una mano, poi un braccio, un piede, una gamba, un orecchio e infine il naso. Riportati alla sua mamma dai vicini. E con i bambini che rompono tutto che si fa? Gli si dà un intero palazzo da distruggere. Utile a dirottare la rabbia anche dei più grandi. A Gavirate una donnina è alle prese con il conteggio degli starnuti, segnati su un libretto e scambiati per buone azioni. Giovannino Perdigiorno è un incallito viaggiatore e di storie stravaganti ne ha a bizzeffe: come quella del Paese senza punta, o del paese con la esse davanti o del paese degli uomini di burro. Alice Cascherina, abituata a cascare dappertutto, finisce nel cassetto delle tovaglie e si addormenta. Non fanno in tempo a ritrovarla che casca nel taschino della giacca del papà. Cioccolato, numeri e parole, luoghi speciali e magici, personaggi sorprendenti per lungo, coinvolgente e multiforme viaggio nella fantasia…

La penna arguta di Gianni Rodari, insegnante e giornalista, scrittore dai numerosissimi riconoscimenti (tra cui il Premio Andersen) è una garanzia di successo: ogni scritto colpisce nel segno e diventa strumento indispensabile per educatori e lettori di ogni età. Destinato ai lettori giovanissimi, Favole al telefono si presta (con il suo tono ironico, i personaggi davvero originali, i paradossi, i paesaggi fantastici, i giochi di parole che spiazzano e coinvolgono) ad una lettura più matura, rivolta anche ad un pubblico di giovani e di adulti. Le settanta brevi storie, leggere e surreali, commoventi, divertenti ed indimenticabili, esprimono una creatività sorprendente ma anche una originale capacità di guardare il mondo e raccontarlo, a misura di bambino. Storie senza tempo, impreziosite dai disegni dal tratto leggero e poetico di Bruno Munari, per una raccolta che è ormai un classico della letteratura per ragazzi. La raccolta, nata dalla collaborazione dell’autore con il “Corriere dei Piccoli” e pubblicata per la prima volta nel 1962, infatti, conta innumerevoli edizioni e traduzioni. Per tenere insieme le storie, Rodari crea un interessante espediente narrativo (che è anche un suggerimento pedagogico): il ragionier Bianchi racconta ogni sera alla figlia delle brevi storie al telefono. Ogni sera, puntuale alle 21. Creando un importante appuntamento familiare: la lettura della buonanotte.