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Felici e contenti

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Dal primo appuntamento, passando per lo shopping, per il pranzo dai suoceri e fino ad arrivare alle faccende domestiche, una relazione sentimentale - sebbene si componga di due soli tasselli, l'uomo e la donna - spesso risente degli stimoli esterni nelle maniere più variegate. Ma in che modo la risposta a tali stimoli varia da coppia a coppia? Nonostante uomini e donne siano restii ad ammetterlo, la risposta risiede nelle macrocategorie a cui tutti possono essere ascritti. Macrocategorie in cui la fauna si divide e la cui appartenenza inevitabilmente va ad influenzare tutto il processo di formazione della coppia e di conseguenza il modo in cui la relazione viene vissuta da entrambe le parti. Lo sfigato, il lobotomizzato, lo stronzo, gli incroci, le sognatrici, le arrese, la miracolata, la donna Alpha... tutte queste categorie hanno caratteristiche proprie capaci di influenzare, negativamente o positivamente, la coppia dalla nascita fino alla morte della stessa o, nel peggiore dei casi, fino al matrimonio…

Nato dall’idea della blogger Sara Ceracchi di raccogliere in volume vari testi già pubblicati sul blog “Sara Ceracchi Buswriter”, Felici e contenti racconta con umorismo delle relazioni tra uomini e donne a seconda delle categorie che li definiscono, parla delle dinamiche di coppia ragionando per archetipi, tralasciando però inevitabilmente la varietà di aspetti che possono costituire una relazione. In questi testi della Ceracchi è facile rintracciare un vero e proprio processo evolutivo che arriva fino alla nascita di Felici e contenti, tanto che immaginare slegati gli interventi/capitoli risulta difficile, il nesso narrativo è infatti abbastanza solido e il saggio segue una linea logica e temporale che non lascia spazio a dubbi. Purtroppo però anche la consapevolezza che non fosse intento dell'autrice scrivere un saggio esaustivo o scientifico, dal tono per così dire “solenne”, non riesce a distogliere il lettore dalla decisamente eccessiva leggerezza dell’operazione. Anche da un punto di vista strettamente umoristico il tutto è abbastanza debole, le dinamiche su cui ironizza sono viste e riviste, e peraltro si tende troppo a generalizzare qualcosa che in fondo riguarda solo precise categorie di persone con determinate caratteristiche. L’autrice non va oltre il semplice ragionamento sulle differenze di genere e costringe l’uomo e la donna all’interno di categorie predefinite che riescono ogni tanto a far sorridere ma non lasciano poi spazio a nient’altro, sicuramente non ad una riflessione di più ampio respiro.