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FemIta - Femmine rock dello Stivale

FemIta - Femmine rock dello Stivale

“FemIta nasce per approfondire l’approccio con la musica italiana”, e per colmare una mancanza di ascolti rock al femminile del Bel Paese. Come confessa infatti l’autrice nella prefazione, molto del suo background musicale viene dall’America e dall’Inghilterra. Perché non cogliere l’occasione per riprendere ad ascoltare la musica composta all’interno dei confini italiani? L’idea di base è quella di “riuscire ad incuriosire ad analizzare ad approfondire, mettersi alla ricerca costante di nuove sonorità oppure (perché no?) riscoprire e riascoltare sonorità già vissute, già assaporate e riviverne appieno le emozioni, ricordare, scavare in quel frangente in cui l’orecchio invia al cervello proprio quel suono. Proprio quella voce che ci riporta a determinati ricordi”. L’analisi di questa associazione/ricerca viene condotta tramite interviste alle più importanti figure musicali al femminile che l’autrice è riuscita a contattare: fra le altre Cristina Donà, Teresa De Sio, Jenny Sorrenti, Erica Mou, Mara Redeghieri, Giovanna Marini, Stefania Pedretti (OvO), Eva Poles (Prozac+) e Jula De Palma, come pure figure meno note al pubblico generalista: Vanessa Tagliabue Yorke, le Svetlanas, Moira Plummer Dellafiore, Helena Velena, Luisa Pangrazio e molte altre...

Dopo Riot Not Quiet, torna a parlare di rock al femminile la giornalista e speaker del programma settimanale Rebel Girl sulla storica emittente bresciana Radio Onda d’Urto. La monografia è una raccolta di interviste che sottolineano l’importanza del secondo sesso di beauvoiriana memoria nel panorama musicale nazionale. Dalle numerose considerazioni emerge inequivocabilmente la necessità di uscire da una condizione che vede il genere maschile come presenza più che mai preponderante nell’universo musicale rock italiano. Come nella quasi totalità degli ambiti lavorativi, le donne in Italia sono relegate a figure minori, a comparse, e il rock non fa che confermare questa diversità di condizione non solo artistica, ma anche socio-economica. Il libro della Pescatori segnala un torrente in piena, composto da voci diverse, siano esse ancorate a stilemi più classici o jazz, o di avanguardia e rock più o meno rumoroso. La documentazione propone storie personali, aneddoti e considerazioni storico-musicali di indubbio valore, mostrando un lato intimo, che solamente fra donne poteva emergere in modo così netto. Unica pecca, l’impaginazione alle volte imbarazzante. Confidiamo in un restyling per la seconda edizione.