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Figli della libertà

Figli della libertà

È il luglio del 1899 quando la giovane Gina, quasi quindicenne, con la mamma e il fratello Salvo si trovano su un piroscafo che li sta portando in America. Salvo è di cattivo umore: è costretto a lasciare la Sicilia, ma soprattutto la sua ragazza, per accompagnare mamma e sorella. Il piroscafo non può attraccare al porto di New York per un incendio a Ellis Island. Per loro, la prospettiva è quindi il porto di Boston. La loro famiglia è decimata dai lutti: il fratello maggiore Antonio è morto in una rissa scoppiata per un litigio tra ubriachi e il padre Alessandro non resiste al dolore e muore tre mesi dopo. È suo il sogno americano: vuole partire quando i figli sono ancora piccoli, ma Mimì, sua moglie, si rifiuta perché non vuole lasciare la Sicilia da poveraccia, senza il becco di un quattrino, per iniziare una nuova vita senza niente. Il marito non può che darle ragione e per un po’ non ne parla più, ma poi muore e Mimì mantiene la promessa: sarebbe andata in America a qualsiasi costo. E, infatti, i tre rimasti della famiglia Attaviano sono sul piroscafo con quel che resta dei risparmi di una vita, tolti i soldi per i funerali. Per pagare i posti sul piroscafo hanno preso soldi in prestito (non senza sotterfugi) dalla famiglia di Mimì. A un chilometro dal porto di Boston, la distanza dichiarata dal secondo ufficiale, Gina non sta più nella pelle, mentre Salvo continua a chiederle: “Perché tutta questa fretta? Cosa pensi che succederà quando sbarcherai? Credi che la tua vita cambierà non appena metterai piede a terra?”...

Il romanzo è il prequel della trilogia Il cavaliere d'inverno, bestseller dell’autrice Paullina Simons, nata a San Pietroburgo ma cresciuta negli Stati Uniti, dove la sua famiglia è emigrata quando lei era ancora una bambina. Uno spaccato di storia sull’emigrazione italiana in America, sulla modernizzazione dei costumi, ma anche insieme sul puritanesimo a stelle e strisce, a volte anche più marcato di quello di chi è arrivato da piccoli centri della Sicilia. E in tutto questo Gina Attaviano è una vera e propria ventata di voglia di progredire, di legittimare la libertà a cui anela. E se prima deve combattere con la sua famiglia che cerca di “castrare tutte le sue iniziative”, poi si prende molte soddisfazioni all’Università. Nella sua giovane vita c’è non solo il doversi abituare a una nuova vita, a costumi, abitudini e idee di un altro Paese, ad altre realtà, fino a una nuova lingua, ma per tutto l’arco della sua vita descritta nel libro c’è la storia del suo amore (nonostante sia più giusto dire che è la storia di diversi amori per l’intrecciarsi di sospiri e lacrime, lei dall’inizio alla fine è innamorata solo di Harry), un amore che cresce con Gina fino a permetterle di concedersi al suo amato che nonostante tutto sta per sposarsi dopo un quinquennio di fidanzamento. Ma si può davvero rinunciare ad amare per scelte altrui che sono comunque ingannevoli? E dall’altra parte come si può giocarsi la vita e organizzare il proprio futuro più immediato basandosi sulla rincorsa di un amore apparentemente non corrisposto? Certo è pur vero che siamo all’inizio del Novecento e che questo è solo l’inizio americano della dinastia protagonista della trilogia composta da Il cavaliere d'inverno, Tatiana & Alexander e Il giardino d’estate.