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Fili d’ombra

Fili d’ombra

A seguito di un blackout generale di cui non si conosce l’origine, le città sono state saccheggiate, le case abbandonate e le vite degli abitanti sono cambiate in modo drastico. Alcuni vivono in hotel di primo soccorso, arrangiandosi come possono. I lavori sono cambiati, così come il denaro, che ha perso valore. L’elettricità non torna, i generatori non funzionano come dovrebbero e tra le persone inizia a diffondersi il panico. Scappato da questa situazione improvvisa e apparentemente irrimediabile, un uomo, solo, recuperato il minimo di forze necessario ad andarsene una volta che le ferite si sono rimarginate, parte alla ricerca della sua famiglia, corsa via tempo prima per rifugiarsi nel proprio capanno in mezzo alla foresta. Lo hanno lasciato indietro, non avendo le forze per trasportarlo ferito, ma è l’unico posto dove può andare. La foresta canadese è rigogliosa e arida, fredda e calda allo stesso tempo. Il percorso per arrivare al capanno è pieno di ostacoli e pericoli. Le notti all’aperto, riparato solo da qualche grotta e dal sottile sacco a pelo, gli animali feroci, la mancanza di acqua in alcuni punti, la vegetazione rada in altri, che gli impedisce di nascondersi nel momento in cui scorge un nemico o una bestia feroce. Con un solo zaino sulle spalle e il minimo indispensabile come provviste e vestiti, l’uomo prosegue con tenacia e un minimo di speranza, ma anche sconvolto dal timore, provato dalla fame e dalla sete e affaticato da vesciche e ferite che continuano a riaprirsi per la mancanza di riposo. All’improvviso nella foresta incontra un ragazzino, dodici anni e con i capelli biondi, agile e apparentemente sprezzante del pericolo, solo come lui e con una storia triste alle spalle. Nonostante la diffidenza iniziale, i due proseguono insieme, cercando di convivere con fisici, volontà e motivazioni differenti, instaurando nonostante tutto un legame inaspettato...

Fili d’ombra è un romanzo evocativo e profondo. In uno scenario post-apocalittico scatenato da un blackout energetico apparentemente totale e globale di cui non si specificano né l’origine, né le cause, né tantomeno le tempistiche di una possibile risoluzione, l’uomo si contrappone alla natura, la città alla foresta, e il mondo industrializzato, con i suoi agi e la sua facilità, è in contrasto con la sopravvivenza nella foresta con pochi mezzi di sostentamento. La legge della natura non si piega all’uomo e al progresso, anzi è l’uomo che deve capitolare adattandosi ai ritmi millenari e agli scenari aridi che trova lungo il suo percorso. Si succedono i giorni, le settimane e i mesi, uguali e sempre ripetitivi. Le giornate sono scandite dalle ore ma anche dalla fatica, dalle condizioni meteorologiche e dalle condizioni fisiche. La foresta è la grande protagonista del romanzo, con la natura, i fiumi e le montagne, le stagioni che si susseguono, colme di speranza. L’altro protagonista è un uomo, solo, di cui non si conosce il nome, le cui emozioni e sofferenze vengono ampiamente approfondite e descritte, i dolori e le ferite fisiche si aggiungono all’ansia, all’insicurezza e al dolore che prova abbandonato dalla sua famiglia, ma anche alla speranza di riuscire ad arrivare al capanno che non visita da oltre dieci anni per ricongiungersi ai suoi cari. Sulla strada incontra Olio, un ragazzino solo come lui. Senza bisogno di dirsi niente, i due si ritrovano ogni giorno, pronti per continuare il cammino uno di fianco all’altro. Si instaura un legame che loro stessi non sanno spiegare, un rapporto paterno che viene coltivato su un terreno apparentemente arido ma che fiorisce giorno dopo giorno, nonostante le incomprensioni, la rabbia e la paura. Lo stile del romanzo è diretto, con una prosa semplice e asciutta, delle descrizioni puntuali e precise di ogni aspetto, sia quelle che riguardano lo scenario naturale che quelle che riguardano la natura umana più profonda. Sono indicati tre macro-capitoli: la foresta, la famiglia e il cielo. I sotto capitoli sono diversi e brevi, ma il titolo di ognuno di essi si riferisce a un tempo preciso: il primo alle ore del giorno, ovvero cinque e quaranta, mezzogiorno, sei e dieci o cinque e venti; il secondo alle date specifiche, come tre luglio, primo agosto, ventitré agosto; il terzo invece alle parti del giorno, quindi sera, pomeriggio, crepuscolo e alba. La copertina infine rende perfettamente tutto lo spirito del romanzo: un uomo con uno zaino pieno e un ragazzino con i capelli biondi e una coperta color oro sulle spalle, insieme nella foresta.