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Finché zombie non ci separi

10 agosto 2010. Sarah e David stanno andando a farsi elargire i consigli della dottoressa Kelly, la psicoterapeuta che dovrebbe rimettere in sesto il loro connubio al tracollo. Strano però che il traffico che di solito intasa le strade di Seattle quel pomeriggio sia quasi azzerato. Strano anche che il custode del palazzo dove ricevono le loro costosissime perle di saggezza non sia nel suo gabbiotto. Anche l’addetta alla reception non c’è. Quando, spazientita dall’attesa, Sarah spalanca la porta dello studio, capisce che davvero qualcosa non va. Perché la dottoressa non è seduta dietro la scrivania ad ascoltare i Wilson, che avevano appuntamento prima di loro. Inginocchiata sul pavimento, con addosso uno dei suoi impeccabili tailleur, sta staccando a morsi la spalla del suo cliente. Alla moglie deve aver provveduto prima, dato che è accasciata sul pavimento e perde sangue a fiotti dalla gola. Non appena sente la voce di Sarah, alza gli occhi diventati rossi e vuoti, fiuta l’aria come un cane, spicca un balzo e va all’attacco. Finirebbe male se Sarah non la infilzasse con un tagliacarte e David non le spaccasse il cranio con il tacco dieci dei suoi sciccosissimi sandali. I due sposini non si sono ancora riavuti dallo shock che vedono la segretaria tutta smangiucchiata avanzare con movimenti strani e fin troppo rapidi. Pure i Wilson, nonostante stiano letteralmente perdendo i pezzi, cominciano ad alzarsi. A quel punto c’è una sola cosa sensata da fare: correre a casa. Solo che la casa non è quel posto sicuro che pensavano. Ed è lì che Sarah e David capiscono che Seattle, forse l’America, forse il mondo intero, sono caduti in mano agli zombie...
Pare che combattere zombie insieme sia un’efficace terapia per ridare smalto a un matrimonio alla frutta. Con Sarah e David, almeno, funziona alla grande. Fra corpi decomposti e fiotti di vomito nero, mentre i cadaveri ambulanti si moltiplicano a macchia d’olio, l’intesa si cementa per necessità di sopravvivenza e la passione si rintuzza. Jesse Petersen si attiene al cliché dell’epidemia zombesca che cancella alla velocità della luce la civiltà con tutti i comfort annessi e connessi. A fare la differenza è il tono femminilmente frivolo, già anticipato in copertina dal grande cuore che racchiude il titolo e dal promettente/repellente annuncio “La fiction rosa a base di cervelli marci”. Non che la Petersen rinunci ai topoi del genere. Carne putrefatta, secrezioni rivoltanti e truculenti ammazzamenti sono profusi con generosità, ma l’attenzione va soprattutto a Sarah, voce narrante, e al suo consorte, che se in tempi normali era un molesto impiccio, in piena Apocalisse diventa un provvidenziale compagno capace di usare al momento giusto armi da fuoco, da taglio e altri occasionali oggetti da difesa, salvando la pelle a entrambi. A discapito di questo episodio iniziale della “World War Z” di Sarah e David - a cui fanno seguito Gli acchiappazombie e Mangia crepa ama – si può dire che lo humour annacqui la paura degna di un horror tout court. In compenso ci si diverte con le schermaglie di questa coppia che aveva solo bisogno di un disastro planetario per scoprirsi più innamorata di prima. Chi stesse attraversando il medesimo momento di difficoltà coniugale troverà un valido vademecum nei suggerimenti che introducono ogni capitolo. Del tipo: “Fatevi i complimenti tutti i giorni. Anche durante un attacco zombie fa piacete sentirsi belli e tosti”. Per palati robusti dall’animo romantico.