La missione X-3 è finalmente in partenza verso Giove e verso l’ignoto: le precedenti spedizioni infatti sono fallite, navicelle ed equipaggi sono scomparsi senza lasciare traccia. L’enorme razzo si solleva nel cielo lasciando dietro di sé una nube di fuoco e fumo. Quando però l’X-3 giunge a 200 miglia d’altezza e dovrebbe accendersi il secondo razzo propulsore qualcosa non funziona, non c’è abbastanza accelerazione per uscire dal campo gravitazionale terrestre. Le alternative sono due a questo punto: tornare sulla Terra – con il rischio di dover attendere almeno un altro anno per poter allestire una nuova missione – oppure fare rotta verso la Prigione spaziale, un gigantesco satellite artificiale in cui vengono rinchiusi i detenuti più pericolosi del pianeta, per fare le necessarie riparazioni e ripartire verso Giove. Flash Gordon, comandante della missione X-3, propende decisamente per questa seconda ipotesi e – dopo aver consultato l’equipaggio e averli trovati d’accordo – fa attraccare la navicella sulla Prigione spaziale. Qui li accoglie il direttore Miles, che promette di fare tutto il possibile per aiutare Flash e i suoi e al tempo stesso di evitare che qualche ergastolano si faccia vedere strane idee. Cosa che invece puntualmente avviene: il violento Big Moe sa che il compagno di cella Kent – un fisico di talento finito in cella per omicidio, lui sostiene ingiustamente – ha costruito una strana pistola a raggi trafugando un componente alla volta dal laboratorio della prigione e gliela ruba, costringendolo a diventare suo complice. Grazie alla pistola evadono dalla cella, aggrediscono due membri dell’equipaggio dell’X-3, ne indossano le tute e salgono a bordo del razzo spacciandosi per loro…

Dopo la preziosa edizione a cura di Editoriale Cosmo di qualche anno fa arrivano in edicola in volumetti di 100 pagine dal caratteristico formato quadrato le strip quotidiane di Flash Gordon firmate da Dan Barry a partire dal 1951 e fino alla fine degli anni Sessanta (in realtà Barry andò avanti fino al 1990, una indimenticabile “run” che lo ha consacrato come una leggenda dei comics popolari). È un Flash Gordon diverso da quello classico di Alex Raymond: si respira già un’atmosfera da Space Race e da Guerra Fredda e la presenza nel team artistico di matite (e penne) che lavoravano anche sui fumetti di Fantascienza della EC Comics è evidente. Ma non mancano regine infatuate del biondo eroe, tornei della morte, laidi cortigiani, scazzottate uno contro tutti: ingredienti che hanno fatto la fortuna di questo fumetto sin dagli anni Trenta. Le avventure di questo primo volume? Eterogenee, a dir poco: La prigione dello spazio sembra un “prison movie” con i suoi detenuti imbrillantinati e in canottiera; La città di ghiaccio è ambientata nel sottosuolo di Ganimede ma potrebbe tranquillamente essere Mongo, con la regina Marla e le sue sigarette sottili (!?); Avventura sul pianeta Tanium (e non Tallium come erroneamente indicato nell’indice!) è piuttosto deboluccia, con degli uomini-farfalla che somigliano molto ai nativi americani; Nel diabolico regno di Tartaro è un tuffo in un Medioevo popolato di uomini simili a diavoli (e non solo per le corna). Curioso come dopo l’ingresso di Harvey Kurtzman come co-sceneggiatore e Jack Davis come co-disegnatore la carica erotica di testi e disegni delle strip aumenti sensibilmente: le donne sono sempre più scollate, gli uomini sempre più laidi, le frasi sempre più ammiccanti. Solo un paio d’anni più tardi, l’orrore moralista del Comics Code Authority arriverà a spazzare via (anche) tutto questo.