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Folo - Il centauro

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I centauri non sanno cantare, il loro canto è un grido. Quando si riuniscono, non arrivano a dieci che già iniziano a litigare furiosamente tra loro. Corrono, minacciano i loro piccoli greggi di capre perché non si perdano, arrostiscono cerbiatti e cinghiali per nutrirsi. Folo è un centauro, ma molto meno feroce. Quando la confusione dei compagni si fa troppo violenta, si allontana al trotto, fino a raggiungere la sua grotta. Un giorno Eracle si affaccia alla caverna di Folo e riceve ospitalità, ma gli altri centauri, attratti dal profumo della carne arrostita e del vino, si avvicinano ai due e sfidano l’eroe con arroganza. Eracle li uccide, sotto lo sguardo attonito di Folo. Da quel giorno, caduto in disgrazia presso la sua comunità, Folo è costretto a fuggire, per un periodo sufficiente a che i suoi compagni si siano dimenticati dell’accaduto (quanto è violenta la loro rabbia, gli insegna Chirone, tanto è labile la loro memoria). Così Folo si dirige per prima cosa verso il bosco delle foglie parlanti, che promette di insegnare a chi lo trova tutto ciò che desidera sapere. Lo attenderanno altre prove e molti pericoli, ma Folo potrà contare sull’aiuto di Eracle e della giovane Irine, e sulle sue doti di creatività e coraggio…

Pubblicato per la prima volta nel 2015 nel catalogo Einaudi Ragazzi, con le belle illustrazioni di Paolo D’Altan, questo romanzo ritrova i suoi lettori grazie a una nuova edizione per le Dehoniane. E per fortuna, viene da dire, altrimenti ci saremmo privati di una storia che dell’epica non ha soltanto personaggi e ambienti – seppur rivisitati dalla fantasia – ma anche il ritmo e il respiro. Peccato soltanto che di D’Altan resti la copertina, non le illustrazioni. Storia di coraggio, perché “il coraggio di fare ciò che si desidera (...) è già una forma di saggezza. Altra saggezza è trasformare una fuga in un viaggio”; storia di un viaggio, appunto, che è cercare “senza stancarsi di cercare”. La scrittura di Roberto Piumini - che è voce che si fa segno, notazione di musica e di suono - porta il lettore con sé come una mano forte e gentile che accompagna: da piccoli sentiamo che non è possibile cadere, che stiamo percorrendo strade meravigliose allacciati a quella mano; da grandi percepiamo l’autorevolezza di una scrittura magistrale, che allo stesso modo non conosce cadute. Poiché l’autore non ha bisogno di presentazioni, né la sua sterminata produzione di romanzi, racconti, poesie e favole, aggiungiamo soltanto i consigli di somministrazione: leggere a qualunque ora del giorno e della notte, leggere dai 9 anni circa fino a vecchiaia inoltrata, rileggere, leggere ad alta voce, leggere tra le righe.