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Fondazione I

Fondazione I

Pianeta Trantor, anno 12.020 dell’Era Galattica. Cleon I, imperatore di “venticinque milioni di mondi abitati, ognuno con il proprio carico di un miliardo di esseri umani o più”, e Hari Seldon, il matematico, hanno entrambi trentadue anni. Ed entrambi non possiedono l’aspetto solenne e carico di esperienza che spetterebbe a personalità di quel calibro. Il primo è un giovane come tanti, cordiale; solo nel suo ologramma, sfoggiato nelle circostanze ufficiali, appare più alto e maestoso, abbigliato con tessuti preziosi come quelli degli antenati della sua dinastia. Il secondo, destinato a diventare “un leggendario semidio”, figura cruciale dei destini universali, è bassino e non possiede segni particolari, anzi: il suo viso è quello di un ragazzino allegro. Quando si incontrano, l’impero sta vivendo gli ultimi giorni di un inatteso periodo di quiete. Discutono di quanto si stia complicando il corso dell’impero, un sistema smisurato, soggetto a situazioni caotiche e, dunque, pericolose. Un rimedio ci sarebbe: prevederne il futuro, analizzare il suo avvenire con un metodo che unisce il rigore matematico della statistica all’analisi di altri aspetti più intuitivi. È la psicostoria, disciplina che studia e formula teorie sulle probabilità relative al futuro. Solo in teoria? E se si potesse trovare un’applicazione pratica, utile, quali sarebbero i vantaggi per un imperatore alle prese con una turbolenta e numerosissima umanità? L’utilità sarebbe immensa, come spiega Seldon: le sue previsioni potrebbero non solo anticipare il corso della storia, ma “scegliere un buon futuro utile”, e persino modellare sentimenti e azioni umane per costruire un avvenire buono. Occorre però trovare un procedimento per applicare le fantastiche promesse della disciplina di cui Seldon è maestro e, soprattutto, capire come agire sull’infinità di mondi e realtà rientranti nei possedimenti di Cleon. Un decennio dopo, quando la psicostoria avrà finalmente trovato un’applicazione pratica, Hari Seldon è primo ministro e Cleon deve fronteggiare l’ennesima minaccia e tentare di arrestare il declino del suo impero. Tutti gli accadimenti li leggeremo a fatti avvenuti, nelle pagine della millenaria e monumentale Enciclopedia Galattica

Comincia così il Ciclo delle Fondazioni, la principale saga asimoviana che punta a narrare gli eventi storici, scientifici, bellici e umani dell’Impero Galattico più noto della fantascienza. Si tratta di una mole così vasta di personaggi, di pianeti, che ha impegnato il grande autore per decenni! Occorre fare ordine: nel progetto originario il racconto era composto da tre libri scritti negli anni Cinquanta. Ben trent’anni dopo, Asimov decise di estendere la trilogia con quelli che oggi chiamiamo prequel e sequel: altri quattro volumi che chiariscono le origini e gli epiloghi di quella civiltà. Per intenderci: quello che, sul grande schermo, è successo con Star Wars. Il risultato è, appunto, un mondo, l’invenzione la costruzione di un mondo, senza confini di spazio, tempo, immaginazione, fantasia e trame: un autentico capolavoro della fantascienza. E – osiamo – anche della letteratura: la scrittura di Asimov è chiara, coerente, coinvolgente e colta, capace di appassionare i nerd alla ricerca dei classici della sci-fi e i lettori forti che si esaltano nel piacere di affrontare più di un migliaio di pagine. Resta irrisolta, e rimandata al gusto personale, la scelta di coltivare la lettura nell’ordine cronologico degli eventi narrati o della stesura dell’autore. Fondazione I, in questa edizione, comprende i due prequel: Preludio alla Fondazione e Fondazione Anno Zero. Vantaggi di questo approccio: sono immediatamente chiare le origini e le caratteristiche dei personaggi, la conformazione dell’impero, gli intrecci politici e l’evoluzione della portentosa psicostoria. Così è garantita un’immersione più morbida nel cuore dell’opera che è, sostanzialmente, una saga galattica e fantascientifica ma permeata di significati sociali, filosofici, persino diplomatici. Del resto, la scintilla dell’idea originaria per lo scrittore fu la lettura di Declino e caduta dell’Impero romano dello storico britannico Edward Gibbon. Un azzardo potenzialmente pericoloso, praticabile solo da un maestro come Asimov.