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Fondazione III

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Dove eravamo rimasti, lì, sull’orlo della galassia a doppia spirale, intorno all’anno 12000? Il Piano Seldon, ideato dallo scienziato e psicostorico, è naufragato a causa delle ingerenze del Mulo. La Prima Fondazione, basata su principi di civiltà e scienza, aveva frenato per un bel po’ la barbarie e la violenza, prima di offuscarsi davanti all’imprevedibilità dell’azione di un uomo solo. Rimaneva una risorsa: una Seconda Fondazione, ubicata in un luogo misterioso dell’universo. E, dopo cinque secoli dall’inizio di questa storia, sorge il sospetto di terza forza in gioco. La situazione è complessa, ma il Ciclo richiede un epilogo, non privo di inconvenienti, nuovi protagonisti (e antagonisti), umani e robot, guerre e persino amori. E nuovi mondi. Fra questi - sorpresa! - ve ne è uno familiare: la Terra. Il nostro pianeta sarà oggetto di una sorta di caccia al tesoro, guidata dai miti primordiali e, come sempre, animata da personaggi carismatici e ricchi di sapere e capaci di sfoderare poteri mentali sconosciuti ai comuni mortali…

Con due capitoli rutilanti ma sempre coerenti alla “morale” dell’opera si giunge alla conclusione di quest’opera. L’orlo della Fondazione e Fondazione Terra sono stati pubblicati, rispettivamente, nel 1982 e nel 1986, e costituiscono quello che oggi chiameremo sequel, nel linguaggio cinematografico, o estensione, per i patiti di giochi digitali. Fino a pochi anni prima, Asimov si era preso una pausa dalla fantascienza per dedicarsi alla saggistica divulgativa: da laureato in chimica e da profondo curioso di astronomia, aveva scritto opere di fisica, biologia, interpretando per i più inesperti fenomeni importanti, dal funzionamento dei buchi neri ai misteri del cervello. Cosa mai lo avrà portato a riprendere e completare il glorioso Ciclo? Probabilmente avrà accontentato i milioni di fans sparsi per tutta la galassia. Ovviamente porta a termine il progetto in modo più che onorevole. E dona ai lettori quello che secondo Fruttero & Lucentini, suoi ammiratori e traduttori, è un “affresco galattico irresistibilmente leggibile”. Per molti la conclusione del nucleo originario della Trilogia (con il capitolo L’altra faccia della spirale) era già perfetta: venivamo a conoscenza di un luogo segreto, e remoto, quasi all’ultimo orizzonte della galassia, che prometteva una speranza di civiltà, pace e conoscenza. E potevamo confidare nell’immenso potere buono della Psicostoria, la scienza inventata da Asimov stesso, che dava risposte e faceva previsioni su quella caratteristica dell’uomo tanto affascinante quanto non calcolabile: l’imprevedibilità. In ogni caso, eccoci qui, al cospetto di un’immensa, stupefacente avventura umana e spaziale da leggere e rileggere. Non si tratta solo di fantascienza: è letteratura, buona letteratura.