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Fortuna

fortuna

Quando tutto si fa scuro Juju cerca la mano di Hans, ma non lo tocca. A lui (e a nessuno) piace più essere toccato. Juju abbassa lo sguardo e nota che l’acqua le arriva alle caviglie. I piedi si sono completamente congelati nei vecchi stivali. Il carburante della barca è finito da ore ormai e le onde li hanno sospinti alla deriva. Poi il gommone ha cominciato ad imbarcare acqua e a loro non è rimasto che piangere e pregare. Nonna no. Lei non piange né prega. Lei si guarda intorno, con quello sguardo rapace che inquieta, come se volesse far avvicinare la riva con la sola forza del pensiero. È seduta accanto ad Hans ma non lo degna di uno sguardo. Sembra ancora più brutta del solito. Hans sta tremando, nonostante sia estate. Ma non è solo il freddo che avverte a scuoterlo. Il suo sguardo è fatto di tenebra, un buco nero che Juju gli ha visto dentro poche altre volte prima di questa sera. La ragazzina cerca di richiamare la sua attenzione, ma Hans ha lo sguardo fisso sulle ginocchia e la mente lontana, chissà dove. Juju finge di frugarsi in tasca e di estrarne un barattolo. Poi finge di svitarne il coperchio e invita Hans a servirsi della Nutella invisibile che ha appena trovato. Hans sbatte le palpebre e si riscuote, mentre un vago accenno di sorriso gli attraversa il volto. All’improvviso un fascio di luce squarcia la notte. Il fondo del gommone cede sotto il peso dei passeggeri. È stato costruito per ospitare non più di una ventina di persone, mentre in questo momento se ne contano quarantaquattro a bordo. E tutti si stanno muovendo, allarmati dalla luce intensa che li ha appena illuminati. Si tratta della guardia costiera. La loro salvezza e la loro condanna. Sì, perché ora i profughi verranno salvati dalle acque gelide in cui si trovano e, subito dopo, saranno arrestati o riportati indietro, là da dove sono fuggiti…

Nicolò Govoni ha meno di trent’anni e nel 2020 ha concorso per ottenere il premio Nobel per la pace. A vent’anni è andato a vivere in India, dove ha studiato giornalismo e ha cominciato a seguire un percorso umanitario che lo ha condotto a scegliere una direzione ben precisa: impegnarsi per gli altri. Ha fondato l’organizzazione no-profit Still I rise, che si occupa di chi è nato dalla parte “sbagliata” del mondo e non è stato affatto baciato dalla fortuna. L’organizzazione ha aperto centri di emergenza e riabilitazione in Grecia e Siria e segue il progetto delle scuole internazionali in Turchia, Kenya e dal 2022 anche in Colombia. Dopo diverse pubblicazioni di taglio autobiografico, Govoni pubblica un lavoro diverso, mostrando una raggiunta maturità narrativa e offrendo al lettore una storia davvero interessante. Si tratta di una vicenda in cui realtà e fantasia sono abilmente mixate, accompagnando chi legge in una dimensione quasi onirica e di matrice orwelliana in cui lotte interiori, fallimenti, travagli e vittorie sono lo scenario su cui si muovono i profughi, figure in carne e ossa baciate dalla sfortuna e alla ricerca di salvezza; personaggi chiamati ad affrontare una realtà complessa e fatta di chiaroscuri. In particolare, le tre figure chiave intorno a cui si snoda l’intreccio rappresentano un surrogato di famiglia alla ricerca dell’affrancamento da una situazione disperata: un bambino in fuga da un’Europa semidistrutta da una guerra, una ragazzina piena di vitalità e una donna anziana - che si nomina nonna dei due ragazzini - abilissima nell’arte di barcamenarsi in una realtà artificiale, in cui non tutto ciò che luccica è oro vero. Un’ambientazione che ruba a piene mani da una realtà tanto generosa quanto complessa, un’attualità ricca di potenzialità ma anche di minacce che devono preoccupare e scuotere le coscienze. Con un intreccio e un linguaggio che strizzano l’occhio al pubblico nei confronti del quale Govoni intende far breccia - quel mondo dei giovani che difficilmente si avvicina a una materia così difficile da trattare e da comprendere - il messaggio dell’autore arriva comunque forte e chiaro a chiunque si avvicini alla sua storia: da soli non ci si salva mai e si può sopravvivere solo camminando uniti. Un libro da leggere e da rileggere, per scoprire ogni volta nuovi spunti di riflessione.